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    Apindustria vs. Cialente

    Posted on venerdì 5 dicembre 2014

    Mi dispiace dover partecipare ad una querelle che forse poco interessa a chi vorrebbe indietro la propria casa invece di tante inutili parole, ma purtroppo il Sindaco spinge sulla sua nota qualità oratoria al punto da costringermi ad una puntualizzazione.

    Innanzitutto ci si aspetta che chi affronta un argomento non si limiti a “guardare le figure” ma si sforzi di leggere il testo; se ciò fosse stato fatto le asserzioni sul mio intervento con il Ministro Barca, che confermo, sarebbero apparse non in contraddizione ma assolutamente “coerenti”, un termine che in politica viene associato più alla fantascienza.

    Io continuo a dire che “non servono nuove regole” per ciò che riguarda gli appalti e gli incarichi privati alle aziende, che “non servono nuove regole” volte solo a mettere nelle mani di pochi i lavori a scapito dell’economia locale, “non servono nuove regole” che trasformino la tanto sudata definizione di “indennizzo” in “appalto pubblico” che, nel caso del Mose e dell’Expo hanno causato danni irreparabili.

    Serve invece un sistema di ottimizzazione delle regole ed una serie di controlli con strumenti esistenti per evitare storture che sono state denunciate spesso e da tempo e che, cosa che avrebbe capito anche il Sindaco se avesse letto, in alcuni casi sono state già oggetto di intervento da parte del Comune che ha quindi migliorato la situazione.

    Il vero problema, caro Primo Cittadino, è che non si può intervenire a spot a seconda di come è riuscita la barba del mattino, bisogna esaminare tutta la filiera della ricostruzione in modo organico e funzionale, senza appesantirla con nuovi interventi di carattere normativo (cosa diversa dalla regolamentazione, chi fa politica da sempre dovrebbe saperlo), ma con l’intenzione di migliorarla rendendola anche snella.

    Vuole alcuni esempi concreti? Eccoli: come si interviene su quei tecnici, amministratori o presidenti che non firmano le contabilità bloccando per molto tempo i pagamenti dei sal alle imprese? Come si interviene in caso di concordato in continuità di un’azienda che deve ricevere il contributo? Come si interviene su quelle aziende che portano da fuori regione materiali non certificati che nessuno controlla? Come si interviene sul durc che (impropriamente) l’Inps si ostina a rilasciare alla data di richiesta e non a quella di consegna dei lavori?

    In sostanza, come si può intervenire sui pagamenti senza analizzare l’intero percorso?

    Caro Sindaco se vuole i fatti eccoli: nel maggio 2009 è stato presentato un documento tecnico congiunto di tutte le parti sociali indirizzato a Bertolaso e a Lei, reiterato anche al Prefetto Gabrielli nei mesi successivi, il problema del durc lo abbiamo sollevato già nel 2011 direttamente con il Comune dell’Aquila e l’Inps Provinciale, che io stesso l’ho informata, sempre in quell’anno, che a Roma si stava facendo saltare l’agevolazione delle tasse, nel novembre 2012 informai che era stata deliberata la fine del contributo agevolato di Cassa Depositi e Prestiti; dal 2013 in poi il CFE ha incontrato più volte l’assessore Di Stefano con un documento di proposta, in parte recepito dal Comune, proprio su queste problematiche, e lo ha ribadito incontrando la V Commissione del Comune nell’aprile scorso.

    Abbiamo inoltre fornito una sintesi riepilogativa nel 2013 a Lei, all’On. Legnini, alla stampa ed anche ai Presidenti delle regioni Umbria e Molise (coinvolti per la vicenda tasse) sulla situazione post-sisma e sulle possibili soluzioni; un altro documento è stato affidato all’On. Giovanni Lolli e alla Sen. Stefania Pezzopane per evitare che la prossima legge sulla ricostruzione produca effetti nefasti invece che possibilità di miglioramenti; noi, con alcune associazioni ed imprese locali, abbiamo affrontato DA SOLI il ricorso al TAR sulle tasse, salvo che poi, dopo l’accoglimento, “altri” hanno fatto conferenze stampa prendendosene i meriti.

    Solo pochi mesi fa abbiamo fatto risparmiare alcune centinaia di migliaia di euro al Comune che voleva a tutti costi introdurre il “badge di cantiere” per controllare i lavoratori chiarendo che questa tessera esiste già ed è in possesso delle Casse Edili; bastava solo raccordare i dati tra gli Enti preposti, cosa che la Prefettura, con il nostro aiuto, ha prontamente effettuato.

    Siamo inoltre accorsi ad ogni sua chiamata, di solito non programmata ma per mettere una toppa, fornendo sempre un contributo che spesso anche Lei ha riconosciuto come fondamentale, salvo evidentemente cambiare idea nelle ultime ore.

    Ciononostante continuo ad essere certo che Lei sia animato dalle migliori intenzioni quindi la esorto a smetterla di cercare colpevoli a tutti i costi ed a procedere, come accade nei territori seriamente gestiti, a sfruttare le nostre competenze favorendo un luogo di confronto e discussione con le parti sociali che la metta davvero in condizione di produrre azioni necessarie per governare questa drammatica situazione.

    MpL Comunicazione @ 09:34
    Filed under: News MpL

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