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    Antipolitica

    Posted on sabato 8 marzo 2008

    Un argomento di cui poco si parla in questa vigilia elettorale mi sembra sia quello legato alla candidatura di personaggi politici che sono stati eletti in altre amministrazioni che, una volta eletti, saranno costretti a lasciare, o, in alternativa, come accade nella vicenda di Antonio Verini che decise di restare, come si ricorderà, consigliere regionale, dando via libera a Giorgio D’Ambrosio, a rinunciare al titolo di onorevole o di senatore. Trovo un po’ sconcertante, vorrei dirlo a questo punto, che proprio in questi giorni ci sia una forza politica, Rifondazione Comunista, che cerca di strappare a Luciano D’Alfonso un impegno scritto che rimarrà, se ancora eletto, a fare il sindaco di Pescara per l’intera legislatura, rispettando l’impegno assunto con gli elettori a cui si chiede il voto, e nessuno si preoccupi minimamente del fatto che, ad esempio, Tommaso Ginoble appare destinato a lasciare la Regione e il suo incarico di assessore ai trasporti.
    L’impegno assunto da lui nei confronti degli elettori, quando si è candidato alla Regione, non doveva valere anch’esso per una intera legislatura? Perché nessuno solleva questo problema, anche nei confronti di consiglieri regionali che si sono candidati?  Non interessa e non preoccupa nessuno il fatto che il Consiglio regionale, appena passate le elezioni politiche, sia destinato a cambiare volto, sia nella composizione della Giunta che in quella del Consiglio?  Non credo che avrò risposte convincenti a queste mie domande, ma penso che i partiti farebbero bene ad affrontare una volta per tutte anche questo argomento, che per me alimenta e non di poco la marea che avanza dell’antipolitica. Dovrebbero stabilire regole precise che garantiscano i cittadini elettori che se scelgono un loro rappresentante, concedendo la loro delega con il voto, il loro mandato non diventi a termine, sacrificato sull’empio altare delle ambizioni personali del personaggio interessato, o peggio ai giochi politicantistici dei vari partiti.Insomma, per dirla chiaramente, chi si candida sindaco, presidente o semplice consigliere in una pubblica amministrazione non può e non deve farlo a tempo semplicemente perché le istituzioni non si dovrebbero mai usare come taxi. Si parla tanto di riforme, ma non di questa, che pure mi sembra importante, anche e soprattutto da un punto di vista etico.
    Francesco Giannini
    MpL Comunicazione @ 14:10
    Filed under: News MpL

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