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    Ance: 15 progetti per la ricostruzione sociale

    Posted on mercoledì 28 marzo 2018

    Quindici progetti per riqualificare altrettanti spazi aperti in centro storico, periferie e frazioni del capoluogo. Li ha elaborati Ance L’Aquila, presentandoli questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Fibbioni, alla presenza del presidente Ettore Barattelli e di Fabio Andreassi, coordinatore della commissione urbanistica Ance. 


    Aree problematiche da riempire con spazi pubblici, piste ciclabili, parchi giochi ed aree verdi, nessuna nuova costruzione. “Le zone sono quelle più problematiche ad est e ad ovest della città, il centro storico, l’area di via Corrado IV, via Strinella, Collemaggio, Acquasanta ed altri punti critici” ha spiegato il presidente Barattelli.
    “Abbiamo 8mila abitazioni in più” ha rilevato il professor Andreassi “che si sommano a quelle già vuote prima del sisma con un effetto negativo sul patrimonio immobiliare che sarà dequalificato”. Alcuni progetti sono già in via di definizione, come quello tra le frazioni di Bazzano fino a San Gregorio, “di fatto un insediamento urbano di 25 mila abitanti con seri problemi di viabilità, rischi di esondazione, necessità di spazi aperti qualificanti e di un accesso armonico e funzionale al nucleo commerciale e industriale che si è accresciuto nel post sisma”.
    Un secondo progetto riguarda la riqualificazione urbanistica e funzionale “tra Pettino e la Mausonia, e affronta in anticipo un problema futuro, vista la sovrabbondanza di abitazioni in quell’area che rischiano di rimanere vuote”. Andreassi ha parlato del “viadotto di Pettino diviso in sei ambiti, ognuno dei quali avrà una progettazione a seconda do ciò che ha intorno. L’ambito ospedaliero avrà una passeggiata della salute, quello dell’Accademia di Belle Arti, prevede l’inserimento di opere d’arte lungo i piloni nella fascia di rispetto e così via fino a San Giuliano”.
    Anticipato anche un terzo progetto “per il centro storico e mira alla sicurezza urbanistica dentro le mura, non tanto degli edifici ma degli spazi comuni come strade e piazze. In questi anni di ricostruzione post sismica” per Andreassi “l’attenzione si è rivolta principalmente agli edifici, molte delle abitazioni ricostruite rischiano di rimanere vuote, come anche gli edifici pubblici; Progetto Case, Map, Musp ed alloggi equivalenti possono incentivare i privati a proporre progetti di interesse pubblico con strumenti innovativi come ad esempio la permuta. Sono state costruite dodici nuove sale polifunzionali dove c’era posto che vanno a sommarsi a quelle preesistenti al sisma e da riparare che vanno incontro al degrado fisico e all’abbandono. Bisogna lavorare sugli spazi aperti, pensando non ad una città in espansione, come negli anni 80-90 o subito dopo il sisma, ma ad un territorio che ha necessità di restringersi e liberarsi del superfluo, dell’inopportuno del non più urgente. E’ questo l’orizzonte delle nostre quindici idee”, ha infine sottolineato. “I progetti sono a disposizione della città” ha concluso Barattelli, “perché si inizi a pensare ad una ricostruzione sociale e le nostre proposte sono finalizzate a tale scopo”.

    tratto da L’Editoriale, Alessandra Cococcetta

    MpL Comunicazione @ 12:54
    Filed under: News MpL

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