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    All’aquilana maniera – Metro, parte seconda

    Posted on lunedì 3 luglio 2006

    Nella prima parte abbiamo parlato di chi non vuole la Metro a L’Aquila. Proviamo ora a riflettere senza pregiudizi sull’opera in quanto tale. A parte le informazioni date, tipo la mancanza di un progetto esecutivo, o quello della mancanza di autorizzazioni o peggio ancora di un appalto non trasparente che non trovano riscontro nell’iter di un progetto approvato a livello ministeriale, le motivazioni legittime si possono riassumere in un percorso non consono e nel piano tecnico economico per la gestione della Metro, a parere dei contrari, non realistico.

    Per quanto riguarda il percorso, i tecnici hanno fornito ampie giustificazioni dando per scontato che questa è solo la prima parte di un servizio metro che dovrà ampliarsi con altre line a servizio delle altre zone della Città, nonché il completamento del piano che comprende la realizzazione di parcheggi di scambio, nonché la razionalizzazione dei servizi su gomma con l‘ interconnesione a pettine sulla linea. Ma oggi dobbiamo anche tenere conto del recente programma della Provincia che prevede il trasloco di attività scolastiche e di alcuni suoi uffici in edifici appena restaurati o altri già esistenti in pieno centro. Il tutto come ribadito in una conferenza stampa, per dare un impulso per la rivitalizzazione del centro storico; tutto questo proprio lungo la direttrice della metro (via Roma- piazza Palazzo), che quindi avrebbe il pregio di decongestionare l’afflusso giornaliero di mezzi privati attuali e quelli derivanti dal prevedibile aumento di studenti ed utenti diretti nel centro cittadino. Certo che il prossimo e necessario passo sarà il prolungamento della linea fino al parcheggio di Collemaggio.

    Per quanto riguarda il piano economico e finanziario bisogna partire dal fatto che le cifre riportate sono dovute ad elaborazione tecniche valide fatte dai progettisti , perché se i dati riportati in progetto fossero falsi si avrebbe un errore progettuale punito dalla legge e con conseguente risarcimento danni da parte dei tecnici che lo hanno redatto. Ma una riflessione di altro tipo si impone in questo momento, allo stato attuale dei lavori un blocco dei cantieri ed un eventuale marcia indietro nella realizzazione dell’opera cosa comporterebbe per le casse comunali e quindi per noi cittadini? Come si può dare per scontata l’inutilità di un opera se questa non viene completata, testata e quindi senza la certezza di dati certi ma solo su supposizioni? Chi si gioverà di un opera incompiuta al pari del centro polifunzionale di Paganica (realizzata da allora politici progressisti) o del parcheggio di Collemaggio che ben altro ruolo avrebbe avuto con la realizzazione dell’intero progetto che comprendeva altri parcheggi, con tunnel pedonali di collegamento, ed il parcheggio sotto piazza Duomo, tornato recentemente alla ribalta per la riproposizione da parte di chi allora lo boicottò?

    Perché continuare sulla strada del "no"? Non è il caso di mettere in campo una politica più matura e responsabile? Dateci qualche risposta plausibile, non fateci pensare che tutto questo è solo un’operazione politica di parte contro l’amministrazione Tempesta fatta sulla pelle dei cittadini, perché sarebbe la fine della nostra città.

    -fine seconda parte.

    MpL Comunicazione @ 11:09
    Filed under: News MpL

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