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    All’Aquila gli asini non volano…

    Posted on giovedì 5 aprile 2012

    Il commissario Chiodi, pesa le parole, parla agli aquilani alla vigilia del terzo anniversario di quella terribile notte del 2009, e cerca di farlo a nome di tutti gli abruzzesi. Forse non riesce a trovare ancora le parole giuste, tanto insiste nel parlare di cantieri aperti, e di quelli che sicuramente apriranno a breve, di speranza, di fiducia e perfino di unità, una volta finite le prossime elezioni amministrative. 
    Parla di numeri, se non fosse che i numeri sono sempre quelli, una comunità è disgregata, e l’incertezza la sta avvelenando ogni giorno di più, ma sono mesi che si parla solo in prospettiva e di previsioni, i dati sono quelli, ed i fondi, con la ricostruzione, non sono certi.
    Non è mai stata fatta chiarezza sull’uso delle risorse per il sociale, polemiche sulle scuole, sulle infrastrutture ferroviarie, sugli immobili danneggiati dell’intera Regione, anche di comuni a rischio sismico zero e a farla da padrone, un presidente commissario, sempre pronto a parlare di chiusura, di sindrome da zona interna, perché nessuno ha mai voluto scippare i terremotati, quelli veri, quelli che hanno perso una città antica, di settecento anni.
    Le ultime notizie inquietanti ieri, sui fondi girati al senatore Filippo Piccone, segretario regionale del Pdl, per fare Map a Celano, un paese nient’affatto terremotato e dove Piccone, che all’epoca di Bertolaso non era Sindaco, ebbe la promessa dal capo della Protezione civile, che avrebbe avuto dieci milioni di euro per fare Moduli abitativi provvisori. La bomba è scoppiata nel Consiglio comunale a Celano giorni fa, dove Piccone, con una certa tranquillità si è dimesso, ma non si è preoccupato più di tanto di quei fondi, che invece devono restituire allo Stato. E in realtà, non se ne sta preoccupando nessuno. Chiodi ha definito epocale la giornata di ieri, che ha visto la certificazione dell’utile di bilancio della sanità di cinque milioni di euro e un avanzo di 61 milioni, tanto che il governatore, usualmente ottimista, si è detto pronto ad abbassare le tasse agli abruzzesi.
    Come non rimuginare sul fatto che l’ospedale regionale “San Salvatore” dell’Aquila è ancora da ristrutturare, che il personale è in parte nei container e che l’assicurazione per il sisma sugli immobili, una volta incassata, andò a sanare i debiti dell’Asl aquilana, diventata proprio in quel momento Avezzano, L’Aquila, Sulmona, cioè unica.
    Sono questi, i buchi neri che rischiano di inghiottire gli aquilani e la loro comunità che non ha alcuna prospettiva, se non numeri, diffusi in maniera propagandistica dalla struttura commissariale, e che poco aggiungono a quanto si sapeva un anno fa, se non due.
    Perché le macerie sono sempre quelle, e la ricostruzione pubblica come quella privata restano al palo. Il ministro Barca ha scaricato le responsabilità sui progettisti, Gianni Chiodi vuol convincere tutti che la filiera delle pratiche questa volta funzionerà, pur non avendo modificato i termini delle convenzioni, anzi quelle convenzioni, che firmò per primo Bertolaso, non sono mai state rese note, sono secretate e per questo c’è da credere che la filiera resterà fino alla fine, succhiando fondi alla ricostruzione vera, perché così è stato deciso. La gente ha bisogno di sapere come stanno veramente le cose, quando riavrà la propria casa e quando la propria città, ha bisogno di verità, ci volessero anche trent’anni, e non di essere continuamente narcotizzata da un’informazione che cerca solo di prendere tempo. Continuare a dire che i soldi ci sono, che i cantieri aprono a migliaia, che i beni culturali sono a buon punto come i monumenti adottati, e che i centri storici saranno ricostruiti in sicurezza, significa pensare che la gente riuscirebbe davvero a credere, che l’asino vola.

    Alessandra Cococcetta

    MpL Comunicazione @ 18:53
    Filed under: News MpL

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