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    Acqua Nostra: basta CAM

    Posted on giovedì 18 luglio 2013

    Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa diramato dal portavoce del comitato civico  celanese “Acqua Nostra” Gianvincenzo Sforza. “Gli arresti di ieri all’ACA (L’Ente che si interessa della gestione degli acquedotti in altre aree della regione) hanno messo in luce un sistema di gestione fallimentare, clientelare e di corruttela delle acque e dei servizi ad essa collegati che, in tutta la regione Abruzzo, ha accumulato debiti per 350milioni. Nella Marsica e al Cam le omissioni, i mancati controlli da parte dei sindaci soci, l’avallo non sempre giustificato dell’ATO e le scelte inopportune della politica hanno creato un debito che alcuni asseriscono essere tra i 60 e gli 80milioni di euro. Il nostro Comitato, primo in Abruzzo, ha avuto il coraggio di ribellarsi alle angherie che un sistema gestionale che ha e vuole continuare a portare avanti questa politica disfattista.

    Dal nostro sodalizio, oltre alla protesta di una intera città, è venuto un allarme indirizzato alle istituzioni affinché si “svegliassero” e predisponessero adeguate misure preventive per arginare i guasti di un sistema che andranno ad incidere negativamente sui cittadini. La Regione, benché sollecitata anche dal Prefetto che per primo ha compreso la gravità della denuncia sociale venuta da Celano, ancora cerca di tenere la testa nascosta sotto la sabbia e finge di non comprendere la gravità della situazione. Il 24 Luglio il TAR Abruzzo sarà chiamato a pronunciarsi per la prima volta sulla complessa materia e sulle richieste celanesi sintetizzate dall’intero Consiglio Comunale di imporre all’ATO (e quindi alla stessa Regione) l’attuazione dei poteri sostitutivi riconosciuti dalla legge e che determinerebbero la risoluzione di ogni rapporto con il Cam. Intanto va detto che il Cam ha imboccato la strada “del tramonto” arrivando a chiedere al Tribunale di Avezzano l’ammissione al concordato preventivo (depositato il 2 luglio).

    Il nostro Comitato ha già avviato contatti con Enti e persone interessate e, suffragato dalle normative sul fallimento, è consapevole che la procedura chiesta dal Cam non è ammissibile per la mancanza di presupposti oggettivi e soggettivi. Alla politica locale e reginale rivolgiamo un quesito. “Come si può continuare ad avere rapporti con un Ente gestionale, il Cam, che ormai non da più affidabilità economica?” Non sarebbe più opportuno che si trovino, sempre rimanendo all’interno del Ciclo Integrato delle Acque imposto per legge, soluzioni alternative allo stesso Cam? Quello che è certo è che i celanesi, dopo che sono stati costretti a conferire le acque e le reti, non pagheranno per i danni che altri hanno prodotto. Dopo i risultati del Tar sarà organizzata una assemblea per decidere cosa fare e, questa volta, Celano andrà fino in fondo e chi non ha saputo dare risposte dovrà assumersi le conseguenze di cosa accadrà.”

    MpL Comunicazione @ 06:48
    Filed under: News MpL

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