• Calendario/Archivio

  • ottobre: 2019
    L M M G V S D
    « Set    
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    28293031  
    Acqua e scandalo

    Posted on martedì 26 agosto 2008

    Le accuse della Magistratura sono pesanti come pietre, indigeste come l’acqua tossica che centinaia di migliaia di abruzzesi hanno bevuto per anni. Il "partito dell’acqua", ovvero i vertici di Aca e Ato non potevano non sapere….  Secondo la ricostruzione fatta dalla Procura  lo scandalo dell’acqua ha dei precisi responsabili. In molti conoscevano la situazione e la cosa più grave  è che avrebbero ostentato tranquillità, cercato di dissimulare un problema grave e addirittura «manipolato i dati ufficiali».  In più i controlli venivano effettuati di rado invece che le 136 volte previste come soglia minima dalla legge. Quello che emerge dalla ricostruzione del magistrato (il pm Aldo Aceto) nell’inchiesta sulle discariche di Bussi sul Tirino e dell’inquinamento dell’acqua potabile attinta dai pozzi limitrofi dà un’idea precisa del senso di impunità di cui i politici pensano di godere. E’ la stessa storia di FIRA, della legge sull’imprenditoria femminile, della nomina di dirigenti incapaci, inetti ed ignoranti, delle carriere poitiche fulminanti, delle nomine di parlamentari impresentabili: i meccanismi politici ed i loro protagonisti superano la legge, il buon senso, la buona amministrazione.

    Il caso dello scandalo dell’acqua è particolarmente grave: la politica aveva creato un mondo parallelo, coperto pure da compiacenti giornalisti,  che si muoveva con tranquillità per coprire i problemi reali mentre soltanto pochi continuavano a denunciare e gridare allo scandalo. Ora la Magistratura si è mossa: i reati contestati sono molteplici e si va dal disastro doloso al commercio di sostanze contraffatte ed adulterate dall’ avvelenamento delle acque alla turbata libertà degli incanti e truffa.  La procura ha preso di mira, in particolare, il comportamento dei vertici di Ato (ente d’ambito territoriale) e Aca (l’azienda comprensoriale acquedottistica). Secondo le accuse, pur sapendo dei problemi dell’acqua potabile immessa in rete, i due enti non avrebbero accertato i motivi della presenza nei pozzi di sostanze inquinanti pericolose per la salute dell’uomo.  Si ricorderà una lotta feroce sui dati a colpi di denunce e le divergenze abissali tra le risultanze di analisi commissionate da Wwf e Rifondazione comunista ad un istituto romano e quelle, invece,  più tranquillizzanti che venivano mostrate dai politici coinvolti. Da queste ultime si evinceva continuamente che era tutto in regola e sui dati allarmanti e contrastanti mostrate dagli ambientalisti i vertici delle due società sostenevano che si fossero analizzati campioni d’acqua con bottiglie inquinate.
    Ed i cittadini che hanno bevuto che conseguenze avranno?  La contaminazione da sostanze altamente tossiche per la salute umana era nota dal 1992, e le analisi svolte negli anni successivi hanno evidenziato la persistenza della contaminazione.  Le sostanze in questione avrebbero effetti cancerogeni accertati e documentati. Anche dopo la scoperta della maxi discarica, quando i livelli di allarme erano altissimi e i cittadini e le associazioni ambientaliste sono scese in strada a protestare, secondo la procura, i vertici dell’Ato e dell’Aca avrebbero cercato soluzioni «costose ma non idonee» a fronteggiare il problema. Una bruttissima pagina della politica abruzzese.

    MpL Comunicazione @ 10:55
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *