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    Accademia: lettera aperta

    Posted on mercoledì 1 aprile 2009

    L’Editoriale, a firma di Peppe Vespa, ha pubblicato oggi una "lettera aperta" alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti ed al Presidente Chiodi sulla questione dell’Accademia dell’Immagine. La riportiamo integralmente di seguito:

    "Con la Legge Regionale n.4 del 9 febbraio 2000 (modifiche ed integrazioni alla L.R. 16.09.1997 n.100), la Regione autorizzava l’Accademia Internazionale per le Scienze dell’Immagine, a contrarre un mutuo necessario all’acquisizione della sede, in cui esercitava la propria attività.

    Perché proprio quella sede, diranno i nostri lettori? Essendo infatti l’Accademia, finanziata per la quasi totalità con erogazioni pubbliche, avrebbero dovuto esperire un bando pubblico, al fine di individuare l’immobile da acquisire. (Ma questo è un ragionamento che al momento vogliamo tralasciare).

    All’onere occorrente per la realizzazione dell’acquisto, la Regione ha partecipato con un contributo massimo di 350.000.000 delle vecchie lire o comunque, non superiore a detta rata annua. Con l’intesa che il mutuo, non avrebbe potuto superare i vent’anni.

    Non sarebbe stato più logico e corretto, da parte della Regione, acquistare l’immobile direttamente, per poi affidarlo, in uso gratuito, all’Accademia dell’Immagine? I politici dell’epoca scelsero, inopinatamente, di fare diversamente, ritenendo bastasse aggiungere una postilla, per cui: "nell’ipotesi di scioglimento dell’Accademia, l’immobile acquistato dalla stessa, con l’autorizzazione prevista dalla presente legge, viene acquisito al patrimonio della Regione Abruzzo".

    A tal fine la Regione, ha contratto un mutuo ventennale per corrispondere all’Accademia la somma necessaria. Vogliamo dire che qualcuno all’epoca, fece il furbo?

    O piuttosto che nessuno all’epoca, avrebbe potuto minimamente "pensare", che un Consiglio d’Amministrazione, anche lo più sprovveduto (o spregiudicato?), potesse arrivare ad un limite tale d’indebitamento, da mettere (l’Ente Morale?) nelle condizioni di un serissimo pericolo di fallimento?

    L’immobile a tutt’oggi, vale la pena ripeterlo, è gravato di una ipoteca di primo grado, per oltre 5milioni di euro, oltre un’ulteriore ipoteca legale di 785.900,86 euro, da parte della Gerit Spa, alla quale si aggiunge una terza ipoteca legale di 25.476,00 euro, da parte di Equitalia-Gerit Spa. L’Accademia ha inoltre debiti per circa un milione di euro, ed esposizioni bancarie di cui non siamo in grado di fornirne l’entità.

    I Sindacati che sono intervenuti a tutela dei lavoratori, (non pagati da oltre sette mesi e nei confronti dei quali non sono stati versati gli oneri previdenziali, né accantonate le somme per il TFR), asseriscono che i responsabili dell’Accademia, starebbero per accendere un ulteriore mutuo di circa un milione 800mila euro

    sullo stesso immobile, presso la Cassa di Risparmio dell’Aquila.

    A questo punto qualche cosa non quadra. Può un Istituto di Credito, concedere un ulteriore finanziamento ipotecario su un immobile già gravato da mutui ed ipoteche, che superano il proprio valore? Può…e sono affari loro. Ma c’è chi dice che un certo dirigente della Regione, avrebbe firmato un documento con il quale autorizzerebbe la Cassa di Risparmio a togliere l’ipoteca del mutuo originario, impegnando la Regione a garantire direttamente il pagamento; in modo da poter accendere sull’immobile, un secondo mutuo ipotecario.

    Noi non vogliamo credere che il Presidente della Regione, Gianni Chiodi, si presti a questi giochi di prestigio, come non vogliamo credere che il Direttore Generale della Carispaq, acconsenta ad operazioni finanziarie, a dir poco spericolate, che potrebbero danneggiare la Regione Abruzzo ed i cittadini abruzzesi tutti.

    Perché sappiamo che nel caso in cui l’Accademia, non fosse nelle condizioni di pagare i mutui, la banca non potrebbe far altro che mettere in vendita l’immobile, per "rientrare" del finanziamento concesso. Con il risultato che "nessuno visse felice e contento", e che i cittadini abruzzesi se la prenderanno in quel posto, avendo perso…denaro ed immobile.

    Trattandosi di sperpero di denaro pubblico, la Corte dei Conti non può non intervenire sulla vicenda, come la Procura della Repubblica non può esimersi dall’analizzare quanto esposto, per verificare la sussistenza di eventuali reati, perseguibili penalmente.

    Come sarebbe il caso, da parte delle Autorità elencate, di accertare eventuali responsabilità di funzionari e dirigenti regionali, provinciali e comunali, per aver continuato ad elargire finanziamenti all’Accademia, pur trovandosi la stessa, nelle condizioni di illegittimità, per aver omesso i versamenti di legge per i dipendenti.

    Per quanto riguarda poi, il mancato pagamento dei fitti del Cinema Massimo al Comune, si segnala alla Procura della Repubblica, se sia possibile che Massimo Cialente, nella sua qualità di Presidente dell’Accademia, firmi il contratto di fitto, e nella veste di Sindaco della Città, ometta la riscossione forzata con conseguente sfratto per morosità; come si evidenzia quanto sopra alla Procura della Corte dei Conti al fine di ravvisare eventuali danni erariali.

    Le pesanti perplessità sollevate, valgono evidentemente anche per l’assessora Annamaria Ximenes, nella sua qualità di direttrice dell’Accademia ed (assessora al Bilancio, prima) assessora alla Cultura a tutt’oggi. Se sia compatibile, inoltre che il Sindaco voti il bilancio comunale di previsione 2009, nel quale sono concessi evidenti (e nascosti) finanziamenti all’Accademia, e che l’assessora Ximenes li abbia "predisposti".

    In ultimo, è appena il caso di evidenziare all’attenzione del sig. Prefetto dell’Aquila ed alle altre autorità in indirizzo, la situazione di incompatibilità (Articolo 63 Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) del Sindaco Cialente (nella sua qualità di presidente dell’Accademia dell’Immagine) poiché avendo un debito liquido, ed esigibile verso il Comune, non ha provveduto a pagarlo.

    Siamo convinti che i due, Cialente e Ximenes, in un residuo di onestà intellettuale, abbiano l’intelligenza ed il buon senso di dimettersi, al fine di non dover continuare in una diatriba che offende la città e tutti gli aquilani".

    Peppe Vespa

    MpL Comunicazione @ 09:40
    Filed under: News MpL

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