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    Abruzzo&recessione

    Posted on martedì 30 settembre 2008

    Pubblicato su La Cronaca d’Abruzzo – Continuano i fallimenti di grandi banche e la crisi finanziaria globale è ben lungi dal risolversi. Nelle prossime settimane la Banca centrale europea (Bce) aumenterà ancora il costo del denaro, quindi anche dei mutui in euro. L’effetto depressivo su un’economia europea già depressa sarà presto evidente.  Il tracollo del dollaro ha mandato alle stelle le quotazioni delle materie prime, a partire dal petrolio e dal grano, con attese di ulteriori fiammate inflazionistiche. In tali condizioni, l’ulteriore caduta del dollaro è il minimo che ci si possa aspettare. L’insostenibile leggerezza della moneta americana non riflette purtroppo la forza dell’economia europea, ma la debolezza dell’economia americana, ormai in dichiarata recessione….

    In tutta Europa crolla la fiducia dei consumatori  e sono oltre 500mila le famiglie italiane in difficoltà nel pagare la rata del mutuo. Inoltre, causa prezzi galoppanti, le famiglie si trovano costrette a ridurre i consumi, e non solo quelli superflui. Le famiglie si vedono quindi costrette a tagliare bruscamente il tenore di vita, e spesso non riescono neanche a tirare a campare. La perdita di potere d’acquisto dei nuclei familiari del ceto medio acuisce il fenomeno recessivo, che si espande al mondo intero e si autoalimenta. Si sta dunque innescando una spirale pericolosa per tutta l’economia mondiale: la recessione USA produce perdite sui mercati finanziari mondiali e si trasmette all’economia reale per via della riduzione dei consumi e della caduta di valore degli immobili. Irrompe poi sulla scena un’altra minaccia: l’inflazione, riaccesa in tutto il mondo dai prezzi speculativi dell’oro nero. Soprattutto preoccupa il pessimismo che ha contagiato il mondo intero ed induce ingiustificata paura ed eccessiva  prudenza.

    Per noi abruzzesi c’è poco di che essere contenti. La recessione USA si sta diffondendo con onde d’urto via via più pesanti sul mondo intero. La crisi della finanza già ci investe: troppa immondizia è stata venduta ai risparmiatori europei e la crisi dei mutui USA ridurrà, nel 2008-09, il PIL annuo dell’Eurozona almeno dello 0,2-0,4% Un rallentamento dell’economia americana e tassi più bassi significano inoltre un dollaro sempre più debole: l’Euro è impazzito e questo crea problemi alle nostre esportazioni verso il mercato USA. Questa difficoltà si sta facendo sentire particolarmente in Abruzzo, dove per effetto della crisi si sta fermando il mercato immobiliare e l’export del tessile è in crisi nera (mentre va bene l’alta tecnologia). L’Abruzzo è poi fortemente indebitato, causa la mala gestione della Sanità, e dovremo pagare a caro prezzo il rimborso dei colossali debiti sanitari in uno scenario di tassi di interesse crescenti ed economia depressa.

    Insomma,  l’America soffre, l’Europa non ride, l’Abruzzo piange. Per evitare che il raffreddamento dell’economia globale fermi tutto,  occorre ora aiutare la domanda interna. La politica economica regionale nel breve periodo dovrebbe stimolare i consumi delle famiglie e gli investimenti nelle opere pubbliche, tagliando le tasse, sbloccando i fondi disponibili e fermi a causa della cattiva burocrazie  e recuperando sugli enormi sprechi della spesa pubblica corrente.  La spesa della amministrazione regionale e delle società controllate è un’idrovora insaziabile che brucia enormi risorse in maniera del tutto improduttiva. Se si continuano a proteggere dirigenti pubblici incapaci ed enti inutili (come le Comunità Montane e gli ATO, ma non solo),  sarà difficile destinare risorse a nuovi investimenti ed al sostegno delle famiglie. Come sarà difficile trovare risorse per la ricerca e la formazione, chiave di ogni futura ricchezza, continuando a destinare fiumi di denaro pubblico alla sanità, un mercato corrotto dove le regole dell’economia sono del tutto rovesciate: è l’offerta privata che crea la domanda e non viceversa.

    Troppe famiglie e troppe imprese abruzzesi sono in difficoltà.  La recessione americana ed il disastro in cui versano i conti della Regione costringono a scelte coraggiose. Il prossimo governo regionale dovrà farle. E dopo il disastro lasciato in eredità da Del Turco&Quarta,  non si tratta più di lavorare di bisturi e di cesello, ma di ascia e di martello.


    Piero Carducci

    MpL Comunicazione @ 15:38
    Filed under: News MpL

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