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    Abruzzo: occupazione tiene ma scende la qualit

    Posted on giovedì 27 aprile 2006

    Il mercato del lavoro in Abruzzo si mantiene sostanzialmente stabile nei primi mesi del 2006. L’occupazione tiene, ed è anzi in lieve crescita ma solo sul piano quantitativo. In altri termini, è cresciuta l’occupazione, ma continua a scendere la produttività del lavoro e quindi la competitività dell’economia nel suo complesso, ad eccezione di poche grandi imprese che hanno saputo crescere sui mercati internazionali. E le cifre positive in termini di occupati appaiono frutto, in buona parte, dell’effetto statistico determinato dall’incremento dei cittadini stranieri residenti. Continua la fase di "rallentamento generale", segnata pure da gravi crisi aziendali e da crescenti difficoltà della piccola impresa. Si è ridotta inoltre la partecipazione delle persone al mercato del lavoro: appare evidente un effetto "scoraggiamento", che le induce a cercare lavoro in modo meno attivo. Per di più, maschi e femmine continuano ad essere separati da circa 27 punti percentuali: il tasso di attività femminile è il più basso di tutta l’Unione.  I nuovi occupati sono prevalentemente precari, temporanei e prevalentemente nei servizi.  Peggiora inoltre il dualismo territoriale tra aree forti (fascia costiera) e aree deboli (alto Sangro, comprensori aquilano e sulmontino) che vedono ulteriormente peggiorare le proprie posizioni.

    Per l’irrisolta "questione femminile" del mercato del lavoro non si è fatto molto. Si poteva e si doveva investire con maggiore efficacia sulle politiche di conciliazione tra esigenze lavorative e familiari. Ripartire dagli asili nido e dai servizi sociali è una buona idea, non solo uno slogan efficace. Invece si è puntato molto, anche a livello regionale, sull’incentivazione alla creazione d’impresa. Ma sono realmente efficaci queste politiche? Producono reale occupazione aggiuntiva? Quante aziende sopravvivono una volta terminate le agevolazioni?  Non è il caso di valutare attentamente i risultati, per poi suggerire, ove necessari, utili correttivi?
    Anche la  "borsa del lavoro" continua a restare al palo: il sistema è fermo al livello "annuncio", alla vetrina pubblicata su Internet, senza aver realizzato la necessaria integrazione tra le banche dati esistenti. Il risultato è che non è ancora possibile sfruttare il prezioso patrimonio statistico dei centri per l’impiego, per avere una lettura regionale dei fenomeni in atto. In generale si registra una forte diversificazione degli interventi a livello locale, dovuta non solo alle differenze dei mercati del lavoro e dei sistemi produttivi, ma anche all’assenza di strumenti, metodi e linguaggi comuni e condivisi. E’ tuttora inadeguato il livello progettuale e di programmazione e coordinamento dei servizi per il lavoro e la formazione, soprattutto nel rapporto tra Regione e Province. Infine poco si è fatto, anche nell’ultimo anno,  per realizzare piani d’azione efficaci per contrastare in Abruzzo il lavoro irregolare.

    MpL Comunicazione @ 15:03
    Filed under: News MpL

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