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    Abruzzo in ritardo

    Posted on martedì 27 gennaio 2009

    "Siamo quella classe dirigente e politica dell’Abruzzo che deve riconquistare la fiducia degli abruzzesi, che deve restituire dignita’ all’impegno politico". Lo ha detto stamane nel suo discorso di insediamento il presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Chiodi, che ha racchiuso in 12 punti il programma amministrativo del suo governo.

    Tutti – ha spiegato il Presidente – sappiamo quali siano oggi le sfide per la nostra regione, quella finanziaria in primis. In Abruzzo bisogna recuperare la fiducia dei nostri concittadini. I problemi dell’Abruzzo sono enormi.

    Il neogovernatore abruzzese, evitando di attribuire la responsabilita’ a chi lo ha preceduto ("sarebbe solo una sterile polemica politica"), ha parlato di "bassissimi tassi di crescita del Pil nell’ultimo decennio, con il conseguente aumento del divario nei confronti delle altre regioni, una modesta dinamica dell’occupazione, la crisi, di difficile soluzione, di alcuni comparti dell’industria. Situazione peraltro aggravata dalla crisi economica internazioanle in atto. La struttura demografica evidenzia che l’indice di vecchiaia e’ molto al di sopra della media nazionale. I tassi di infrastrutturazione sono superiori alla media nazionale – ha aggiunto nel suo intervento Chiodi – solo per la rete autostradale mentre sono al di sotto della media nazionale per cio’ che attiene la rete ferroviaria. Per le infrastrutture portuali, alle quali la Ue attribuisce sempre maggiore importanza nell’ambito delle nuove politiche di trasporto, l’Abruzzo e’ sostanzialmente inesistente. La spesa sanitaria pro-capite si pone al di sopra nella media nazionale". Chiodi ha poi evidenziato come "in tema di rifiuti l’Abruzzo smaltisce in discarica un valore pro-capite notevolmente superiore alla media nazionale. Per l’Ue la quantita’ di rifiuti smaltiti in discarica per abitante e’ un indicatore atto a valutare i progressi in materia di sviluppo sostenibile". Ed ancora: "in tema di rete idrica l’Abruzzo nel 2005 erogava il 59,1% dell’acqua immessa nella rete e presentava quindi una forte dispersione che va oltre il 40%. Basso anche il tasso di depurazione delle acque reflue. Ma la criticita’ principale e’ rappresentata – secondo il presidente – dal fatto che l’Abruzzo non ha saputo cogliere ed interpretare le trasformazioni sociali, economioche e demografiche del mondo che, negli utlimi anni, sono state repentine. Per uomini e donne che sono chiamati ad essere la classe dirigente politica e’ essenziale ed urgente capire cosa e’ il mondo del XXI secolo e quale spazio ci puo’ essere per l’Abruzzo. Se l’Abruzzo non ha chiari gli scenari del futuro, se non sa valutare le direzioni del cambiamento, i nuovi rapporti di forza internazionali e le tendenze di lungo periodo, le decisioni che prenderemo saranno sbagliate. E’ gia’ accaduto altre volte – ha ricordato Chiodi – per il provincialismo, la miopia, l’opportunismo. Le scelte da fare non riguardano solo il Governo regionale e le classi dirigenti, ma anche la vita quotidiana delle famiglie. Oggi i ragazzi che devono decidere a quale facolta’ universitaria iscriversi, o quale lingua straniera studiare, stanno facendo rischiosi investimenti sul loro futuro: e’ cruciale, quindi – per Chiodi – che siano bene informati sul mondo che li aspetta, per fare le scommesse giuste". (AGI)

    MpL Comunicazione @ 19:00
    Filed under: News MpL

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