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    Abruzzo, esplode lavoro nero

    Posted on martedì 26 giugno 2012

    Cresce il lavoro nero in Abruzzo con punte del 40 % ed aumentano le imprese che sfguggono ai controlli. E’ la denuncia di Filca Cisl Teramo che chiede un intervento della amministrazioni comunali. Grave il problema nella provincia di Teramo, le cui istituzioni secondo la sigla «non hanno risposto in maniera incisiva dimostrando totale insensibilità nei confronti di tali problematiche».
    I dati parlano chiaro. Ad oggi il mercato del lavoro registra una perdita di valore in termini di imprese (del 32%) e di lavoratori (del 39%).
    A peggiorare il quadro si aggiunge la frammentazione delle imprese abruzzesi che per il 96% hanno meno di 5 dipendenti, l’incremento del 28% dei lavoratori autonomi, il raddoppio degli insoluti (cioè delle imprese non in regola coi versamenti presso le casse edili che ormai ha superato i 5 milioni di euro).
    La contrazione dei lavori privati che costituiscono per la provincia di Teramo l’80% del totale dei lavori edili, ha spinto le imprese a riversarsi sul settore delle ristrutturazioni, un campo dove il lavoro nero prospera indisturbato.
    Per combattere il fenomeno del lavoro sommerso il sindacato ha suggerito incentivi, premialità e vantaggi fiscali alle imprese che rispetteranno le regole, una rigida applicazione del Durc (documento unico di regolarità contributiva sui lavori privati) e controlli in cantiere più serrati.
    Nello specifico la Filca ha chiesto ai sindaci dei Comuni della provincia di Teramo, di richiedere il documento unico di regolarità contributiva sui lavori privati relativo all’impresa esecutrice dei lavori e sub-contratti, prima dell’inizio del cantiere ed un mese dopo l’inizio dei lavori, con cadenza trimestrale, fino all’ultimazione dei lavori prevedendo, in caso di irregolarità di una della imprese esecutrici dei lavori e di mancata regolarizzazione, l’ordinanza di sospensione dei lavori e dell’efficacia del titolo autorizzativo fino a quando le inadempienze non saranno sanate.
    Così come la sigla ha chiesto alle amministrazioni comunali di prevedere in ogni cantiere privato, visite di controllo da parte del tecnico della sicurezza del sistema Casse Edili. In questo modo si potrà monitorare la presenza dei lavoratori di tutte le aziende presenti nel cantiere privato, verificando che il costo della mano d’opera sia corrispondente ai lavoratori presenti in cantiere, per tutta la durata dell’opera.
    «La lotta al lavoro nero è un dovere civile di ogni società che si rispetti», ha detto il segretario generale della Filca Cisl di Teramo, Ginacarlo De Sanctis, «recuperare i 120 miliardi di euro che esso sottrae alle casse dello stato, vuol dire uscire immediatamente dalla recessione e rilanciare Pil ed economia, ma vuol dire soprattutto recuperare risorse da chi le ruba, anziché prenderle sempre dai lavoratori dipendenti e pensionati erodendo al massimo il loro potere d’acquisto e riducendoli alla fame».

    MpL Comunicazione @ 08:55
    Filed under: News MpL

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