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    AAA, consigliere cercasi

    Posted on martedì 15 marzo 2011

    Massimo Cialente sta parlando poco con "i suoi" in questi giorni, ma ha cercato ieri sera Angelo Mancini. Gli voleva parlare. Mancini è uno di quei consiglieri che fanno opinione, il suo voto e le sue idee, hanno sempre influenzato gli umori del sindaco Cialente, e chi sa che non gli voglia chiedere un atteggiamento diverso, all’interno della maggioranza. Ma ci sono i margini per andare avanti ancora un anno? Se delibere e provvedimenti saranno condivisi, Cialente avrà il suo appoggio, "ma se non cambierà atteggiamento, – precisa Mancini – sarà costretto a dimettersi un’altra volta". Il consigliere non è convinto che Cialente rientrerà, ieri alla cena col tartufo, a cui ha preso parte con una trentina di politici locali, tra assessori, consiglieri di maggioranza e d’opposizione, Cialente non c’era, mancava Lolli, la Pezzopane ed Arduini (Udc), segno che i tempi non sono ancora maturi per l’inciucio. Quello a cui lavora Lombardi (Pdl), pronto a collaborare purché gli atti siano scritti anche con loro; e al quale lavorano soprattutto esponenti del Pd, per i quali l’opposizione non dovrebbe far altro, che alzare responsabilmente la mano in Aula. Dalle trattative, resterebbero fuori l’Api e l’Mpa, che pare abbiano cominciato a capire Fontana e le sue tesi; Giuseppe Bernardi; Prc, con Enrico Perilli; e La Destra con D’Eramo. Un anno da affrontare senza un piano, e sempre con il patema d’animo che in Aula passerà ben poco, ma Angelo Mancini è convinto che comunque sia, è sempre meglio che un commissario, cioè un funzionario dello Stato capace solo di pagare gli stipendi e le bollette. E cosa avrebbe fatto di più e di meglio Cialente in questi anni? Niente, ma la sola possibilità di poter fare qualcosa, sarebbe sufficiente a supportare un’amministrazione ormai alla frutta, per Mancini, "basta solo stabilire le priorità". Sono quattro anni che si cercano le priorità, ma Giunta e Consiglio non hanno mai trovato un progetto uno, da condividere, Cialente ha sempre imposto di tutto ed ha portato in Aula "cose" invotabili, come il Piano d’Area del Gran Sasso, i progetti su piazza d’Armi o la speculazione a Mammarella con le tre torri, roba bocciata o digerita con l’insofferenza di un Sindaco, che ha voluto far passare come capacità di governo le peggio schifezze, soprattutto urbanistiche, trinciando così l’intesa, che aveva portato invece a vincere le elezioni. Non ci sono le condizioni, per andare avanti. La politica locale ripropone accordi trasversali, solo perché non vuole andare a casa, altrimenti non si spiega come mai le trattative sono infuocate, pur non avendo ancora un piano per una città terremotata. Ma di che parliamo? Si parla del bene della città, solo per evitare che arrivi un commissario, ma una volta sventato il pericolo, si tornerà senza problemi all’attuale indolenza. Senza idee, ma con gente già assoldata perché in qualche modo le trovi. Parliamo del tecnico Iacovone, già dentro l’urbanistica comunale, di cui i consiglieri ignorano perfino la faccia, scelto dal Sindaco senza condivisione, e senza prima decidere con il proprio Consiglio, se fosse meglio affidare l’incarico ad un ateneo. Capito questo, parecchi consiglieri hanno ricercato una "via propria" alla ricostruzione, riuscendo finalmente ad agganciare Fontana, altri il contatto ce l’hanno già da mesi, tutto il resto vada come deve andare. Cioè a rotoli, mentre la città dovrebbe illudersi che invece trovata la quadratura, sarà questo un anno di impegno e coscienza, anzi dovrebbe dire grazie, per il fatto che gli sarà evitato un commissario. A giudicare da come stanno andando le cose, la Giunta sarà azzerata, ma non vediamo grandi competenze capaci di fare meglio, si lavorerà al minimo, giusto per gettare le basi di una campagna elettorale, che nel 2012 porterà al voto gli aquilani per le amministrative. E’ già tempo quindi, di tornare a parlare con l’elettorato.

    Alessandra Cococcetta per L’Editoriale

    MpL Comunicazione @ 16:45
    Filed under: News MpL

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