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    A.A.A. ZES Abruzzo cercasi

    Posted on lunedì 19 novembre 2018

    L’Abruzzo è in ritardo sulla ZES (Zona economica speciale). Obiettivo ancora lontano. La denuncia di Mauro Febbo

    I narratori istituzionali della Regione stanno spacciando la ZES come cosa già fatta e come panacea di tutti i mali, soprattutto in quei territori, come la Marsica, che la giunta regionale targata PD ha escluso da tutti i benefici importanti, a partire dagli Aiuti di Stato (107/3/c). La ZES è la zona economica speciale, necessariamente collegata ad un’area portuale, destinataria di benefici fiscali (soprattutto credito d’imposta) e varie semplificazioni amministrative. La ZES non è fatta, anzi è in mezzo al guado, lontana dall’avviamento, ma è comunque al centro della campagna elettorale del PD. Tutto fa brodo…

    La ZES è utile, ovviamente, anche se non gode del migliore regime degli Aiuti di Stato. Il problema dell’Abruzzo è che la ZES arriva a fine legislatura – chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, e le Aree Interne hanno avuto poco o nulla da D’Alfonso – e che le ZES abruzzesi sono ancora in mezzo al guado per la mancanza dell’area portuale. I due principali porti abruzzesi, Ortona e Vasto, non hanno i requisiti minimi per poter essere “area portuale” al servizio di una ZES. Ed allora ecco l’escamotage dell’uscente governo regionale: una pezza a colori che individua in Ancona l’autorità portuale, “per rattoppare una serie di sbagli – ha notato causticamente Mauro Febbo – commessi da un esecutivo regionale che naviga a vista e nella più totale confusione”.

    Sono trascorsi due anni quasi da quando è stato emanato il Decreto sulle ZES (D.L. 20/06/2017 n. 91). La regione Abruzzo puntò (delibera del 7 agosto), come autorità portuale, prima su Termoli, poi dopo il diniego del Molise, si è puntato su Civitavecchia, ora arriva l’annuncio della istituzione della ZES attraverso l’Autorità portuale di Ancona, nella più totale confusione strategica e rimescolando per l’ennesima volta strategie e contenuti.

    Dove sono gli accordi formali ed istituzionalizzati con l’Autorità portuale di Ancona? Non ne abbiamo traccia…

    Continua Febbo: “Oggi viene presentato un Piano che elenca tutti gli strumenti già esistenti, fa una analisi del sistema dei trasporti ad essi collegati, riassembla il dossier sui corridoi della rete Ten-T. Tale elencazione, che ricomprende chiaramente anche la localizzazione degli interporti e degli assi collegati attraverso la elencazione dei Comuni interessati, alle facilitazioni economiche del 107 3c, insieme alla descrizione relativa alla fusione organizzativa e societaria dei consorzi industriali in cui sono concentrate le realtà economiche, non risolve minimamente le questioni da noi poste che sono fondamentali per la creazione delle zone economiche speciali”.

    “È infatti indispensabile il riferimento ad un Hub portuale che possieda un millesimo del traffico merci europeo o attraverso un Hub portuale a servizio di due regioni. Dato che entrambi questi requisiti non esistono, senza fare cenno ad un eventuale accordo da fare con Ancona, si dà per scontato che l’appartenenza di Ortona e Pescara al Dipartimento marittimo marchigiano consenta la formazione delle Zes. Cosa significa tutto ciò? Che le imprese abruzzesi porteranno tutte le merci ad Ancona? O che un porto abruzzese, come si era ipotizzato Vasto, diventi il nucleo merci ‘specialistico’ di Ancona e che quindi le stessi merci arriveranno in Abruzzo? Ed in questa ultima ipotesi chi investe 140 milioni di euro per rifare il porto di Vasto? Nessuna risposta a queste domande viene data dal documento regionale! Nessuna!”.

    “Anzi, ci si ripresenta con le aerofotogrammetrie di Vasto e con il progetto consegnato all’unione degli industriali prima di ripetere la stessa figuraccia fatta con la Regione Molise. In definitiva si concepiscono le Zes sostituendo al concetto di asse portuale quello di compartimento marittimo, che è indissolubilmente un concetto ‘amministrativo’ e non connesso all’Hub portuale inteso come ‘scalo marittimo’. Riassumendo, l’Abruzzo non ha un porto con le caratteristiche indicate dall’Europa e ribadite dal decreto sulle Zes, non ha accordi attualmente con altri porti, non ha uno scalo con i fondali per le portacontainers, è in procinto di fare riunioni con gli enti territoriali per decidere come distribuire gli ettari ancora da assegnare nel progetto e tutto ciò in attesa che il Ministero indichi a livello nazionale quali dovrebbero essere le facilitazioni amministrative da concepire per le Zes. In definitiva si sta per chiedere agli enti locali cosa “mettono in campo” o meglio, a cosa rinunciano per avere le Zes (tributi locali?)”.

    E quali sarebbero i benefici per le Aree Interne di una ZES centrata su Ancona? La Marsica, ad esempio, già spogliata degli Aiuti di Stato su decisione del Governo regionale del PD a guida D’Alfonso, come potrebbe beneficiare di una ZES centrata su Ancona?

    “L’idea invece che viene fuori è ben diversa, ossia quella di fare una Zes a freddo, senza senso, e che nulla ha a che vedere con le finalità prospettate dal Decreto legge, come quelle di togliere merci dalla gomma per dirottarle sul mare riducendo costi e Co2. Pertanto – conclude Febbo – ci dispiace constatare come siano stati presi in giro gli imprenditori, ma prendiamo atto che il primo ad essere preso in giro è l’ambiente, visto che così come sta evolvendo la cosa, non vi sarà una sola tonnellata risparmiata di Co2 né un solo chilo di merci in più dirottato dalla gomma su nave”.

    Ora siamo nel novembre, la ZES centrata su Ancona è oggetto di campagna elettorale da parte del presidente vicario Lolli e del presidente del consiglio Di Pangrazio. Si vota a febbraio, non vi è alcuna possibilità di chiudere il discorso ZES prima delle elezioni. Eh sì, perché manca un piccolo dettaglio, ma piccolo piccolo: non comprendiamo come il Governo possa, con queste premesse pasticciate, autorizzare una ZES con tali obiettivi e contenuti.

    Se ne occuperà il prossimi Governo regionale, ma per la campagna elettorale è tutto buono…tutto fa brodo!

    leggi pure:

    http://www.lillimandara.it/zes-labruzzo-come-la-sora-camilla/

    Il documento completo della “Proposta di individuazione di una Zona Economica Speciale in regione Abruzzo”, unitamente a tutti gli atti correlati è scaricabile dal portale della Regione Abruzzo al seguente link: http://www.regione.abruzzo.it/lavoro

     

    http://www.sansalvo.net/notizie/attualita/27298/zes-a-rischio-un-miliardo-di-investimenti-e-migliaia-di-posti-di-lavoro

    https://www.abruzzonews.eu/abruzzo-zes-conferenza-forza-italia-534062.html

     

     

     

    MpL Comunicazione @ 15:10
    Filed under: News MpL

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