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    Verini contro Carispaq

    Posted on sabato 13 marzo 2010

    I candidati della lista di centrodestra "Rialzati Provincia dell’Aquila", hanno inaugurato ieri la loro campagna elettorale, con una conferenza stampa contro il comportamento ritenuto scandaloso della Carispaq, per aver fatto pagare, a coloro che hanno contratto un mutuo o un finanziamento con la banca, gli interessi sulle mensilità dei mutui sospesi. La Carispaq insomma ha messo sui terremotati, una specie di "tassa sulla sospensione", che nessun altro Istituto Bancario ha avuto il coraggio di aggiungere.
    É stato proprio il coordinatore del gruppo, il consigliere comunale Enrico Verini, con documenti bancari alla mano, ad intervenire con forza su questa incredibile vicenda, destinata ad avere vasta eco, in quanto alcuni "clienti" (ancora per poco) della Carispaq, si sono rivolti ai propri legali per mettere fine a questo ridicolo ed illegittimo balzello, preteso da quella che si definisce "la banca della gente".
    Addirittura, l’avv. Alessandro Piccinini, candidato nella lista, si è offerto per dare consulenze gratuite a quanti, vogliano intentare azioni giudiziarie contro la Carispaq, per la restituzione degli interessi applicati, e per giunta già riscossi. Con la manifestazione di ieri, "Rialzati Provincia" ha inteso così iniziare un’azione politica e giudiziaria, verso l’Istituto di credito del Gruppo Banca Popolare dell’Emilia Romagna.
    Come i nostri lettori ricorderanno, questo giornale già nell’agosto del 2009, ebbe modo di intervenire per rendere noto come la Carispaq, non si fosse uniformata agli impegni sottoscritti con l’Abi, a favore delle popolazioni terremotate, che disponevano la sospensione del pagamento delle rate di mutuo e dei prestiti, in un primo tempo sino al 31 luglio, prorogato successivamente al 31 dicembre 2009; per poi essere prorogato nuovamente a giugno 2010.
    Un comportamento riprovevole, quello del direttore generale della Carispaq, che senza vergogna, anche a seguito del suo coinvolgimento morale, nell’inchiesta "Appaltopoli della Protezione Civile", continua ad imperversare con le sue manie di grandezza, cercando di dimostrare di essere sempre il primo della classe, anche spacciandosi come l’attore principale dell’accordo sottoscritto con l’Abi, in qualità di rappresentante provinciale, quando l’Abi, il rappresentante provinciale, non ce l’ha proprio.
    Finalmente dopo tanta finzione, del manager "dal volto umano", che il prode Rinaldigno de La Torda va sbandierando sulla pelle dei terremotati, con la sua ultima "prodezza" della "tassa sulla sospensione dei muti", viene fuori il vero bancario, quello con il pelo sullo stomaco, che non ci pensa due volte, ad approfittare di un terremoto per portare utili, nelle casse della banca. Ci vedete una differenza fra "il nostro" e coloro che, nella notte del terremoto…ridevano?
    La Bper non può continuare ad imporre alla città, questa ingombrante presenza.
    Peppe Vespa per L’Editoriale
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