Posted on sabato 6 marzo 2010
Napolitano è intervenuto sul sito Internet del Quirinale per spiegare il delicato iter legislativo del decreto "salva voto". «Non era sostenibile – scrive Napolitano – che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, [il PDL, ndr] per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente costituito presso la corte d’appello di Milano». «I tempi si erano a tal punto ristretti – dopo i già intervenuti pronunciamenti delle Corti di appello di Roma e Milano – che quel provvedimento non poteva che essere un decreto legge». Napolitano spiega anche che, al di là della ventilata soluzione politica alla mancata presentazione delle liste, c’era la necessità di intervenire tempestivamente. Il testo del decreto legge, aggiunge poi il presidente «non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalità». "Un effettivo senso di responsabilità dovrebbe consigliare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie, e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri" – conclude Napolitano. Evidente il messaggio all’incendiario Di Pietro ed a chi, nella sinistra, grida al golpe ed invoca la piazza.

