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    Posted on giovedì 30 aprile 2009

    Pubblicato ieri sulla gazzetta ufficiale il testo del decreto del consiglio dei ministri: nuovi gratta e vinci per trovare i fondi, crediti di imposta e agevolazioni fiscali. Gli stanziamenti sono frazionati fino al 2033. Per il 2009, poco più di un miliardo.

    Concretamente è la prima indicazione sui tempi possibili della ricostruzione dell’Aquila e delle altre zone colpite dal terremoto dei 6 aprile. Altrettanto concretamente, il testo del decreto Abruzzo entrato in vigore oggi dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, è l’indicazione del fatto che il governo non ha ancora idea di come trovare i soldi promessi.


    In totale, gli stanziamenti previsti ammontano poco meno di 7 miliardi di euro di cui, però, solo 1 miliardo e 150 milioni saranno disponibili per il 2009. Il resto, in tranche decrescenti, è spalmato su un arco temporale lunghissimo, dal 2010 al 2033. L’anno prossimo ci saranno 539 milioni, nel 2011 331,8, nel 2012 468, nel 2013 e 2014 500, nel 2015 394,8, nel 2016 239, nel 2017 115,6 e poi 115,6 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2029. Nel 2030 i milioni diventeranno 81,8, nel 2031 48, 14,2 nel 2032 e infine 2,9 nel 2033. A queste cifre si aggiungono i prelievi [nell’ordine di 2 miliardi di euro] effettuati sul Fondo aree sottosviluppate [Fas]. Per trovare almeno una parte di questi fondi, il governo ha deciso di puntare su nuovi «gratta e vinci» e di non ancora specificati «giochi di sorte legati al consumo».


    L’articolo 2 del testo del decreto, organizzato in 12 articoli, indica le procedure per individuare le aree per la «Realizzazione urgente di abitazioni». I moduli abitativi dovranno garantire «nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria vigente, anche elevati livelli di qualità, innovazione tecnologica orientata all’autosufficienza impiantistica». Sarà il commissario di governo, cioè il presidente della Regione Abruzzo, Chiodi, a individuare le aree dove installare i moduli abitativi, anche in deroga ai piani regolatori. 


    Tra i provvedimenti specifici contenuti nel testo, c’è la previsione di crediti di imposta come modalità di erogazione dei fondi per ricostruire o riparare le case colpite dal sisma, mentre fondi ad hoc sono stati stanziati per avviare la ricostruzione di strade, ferrovie e scuole [circa 500 milioni di euro in totale].
    Non mancano, nel decreto, provvedimenti per la macchina della Protezione civile. All’articolo 7 si prevede che «in aggiunta alle somme già trasferite al fondo della protezione civile, è autorizzata la spesa di 580 milioni di euro». Dovrebbero coprire le attività della protezione civile fino alla fine dell’anno. I vigli del fuoco e le forze di polizie riceveranno ulteriori 88,4 milioni di euro. L’articolo 9, invece, prevede che siano realizzate due discariche, una nel comune di Barisciano, in località Forfona, e l’altra nel comune di Poggio Picenze, in località Le Tomette. Qui finiranno anche i rifiuti e i materiali provenienti dalla demolizione degli edfici pericolanti. Sulla trasparenza degli appalti per la ricostruzione vigileranno due strutture, una attivata presso la prefettura dell’Aquila e una seconda, nuova di zecca, da attivarsi [con le risorse esistenti] presso il Dipartimento pubblica sicurezza del ministero dell’interno. La nuova struttura si chiamerà Gruppo interforze centrale per l’emergenza e la ricostruzione [Gicer].
    Dulcis in fundo, all’articolo 17: «Anche al fine di contribuire al rilancio dello sviluppo socio-economico dei territori colpiti dalla crisi sismica iniziata il 6 aprile 2009, il grande evento dell’organizzazione del Vertice G8 che avrà luogo nei giorni dall’8 al 10 luglio 2009 si terrà nel territorio della città de L’Aquila».
    In attesa che tutto questo si traduca in miglioramenti per la vita delle decine di migliaia di persone che vivono nelle tendopoli, all’Aquila si fa la conta degli edifici dove, se lo vogliono, alcune famiglie possono già tornare. Il sindaco Massimo Cialente ha infatti autorizzato il rientro in 307 edifici. Cialente ha spiegato che il rientro non è obbligatorio e che ciascuno può decidere autonomamente.

    Enzo Mangi

    MpL Comunicazione @ 08:22
    Filed under: News MpL

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