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    Tasse, mobilitazione

    Posted on domenica 30 ottobre 2011

    Forse arriverà l’elemosina all’ultimo momento, come al solito. Ma i “sudditi” aquilani non ne possono più di essere sostenuti da governo e commissari come la corda sostiene l’impiccato. La questione della restituzione delle tasse sospese è un teleromanzo che ha stancato.  C’è molta preoccupazione in città: le famiglie non ce la fanno a vedersi decurtata la tredicesima e la mensilità di dicembre. Allarme della Cgil secondo cui «già oggi, a causa dei ritardi e dell’incertezza riguardanti gli eventuali provvedimenti per prorogare la restituzione delle tasse non pagate dopo il terremoto e di abbattere l’importo da restituire, alcune aziende hanno già effettuato le prime trattenute sugli stipendi dei dipendenti, mentre tutte le altre imprese e tutti gli enti hanno predisposto gli atti necessari a recuperare l’intera somma già nel mese di novembre. La tredicesima e mezzo stipendio. Tanto uscirà entro dicembre delle tasche dei lavoratori e dei pensionati», afferma il sindacato.«Se tutto ciò dovesse realmente accadere, entro la fine dell’anno i consumi subirebbero un vero e proprio tracollo (con le evidenti ripercussioni sulle attività commerciali), mentre le imprese avrebbero un doppio colpo: sia sul versante delle liquidità da restituite in tasse, sia per un’ulteriore riduzione delle vendite e della produzione. Le promesse non bastano più – conclude il sindacato -. In mancanza di certezze e di provvedimenti immediati, la Cgil chiederà a tutte le forze sociali e produttive, nonché alle istituzioni locali, la mobilitazione generale contro i soggetti istituzionali che hanno il dovere di mantenere gli impegni e dare le necessarie garanzie al territorio. In questa città ogni pur modesto risultato si è ottenuto soltanto grazie alla mobilitazione dei cittadini e non per gentile concessione di qualche potente». Nessuna reazione, per ora, da parte del Commissario Chiodi che continua a mostrare ottimismo.

    MpL Comunicazione @ 11:37
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    Cialente, IdV strappa

    Posted on venerdì 28 ottobre 2011

    L’Idv  alza la voce e detta condizioni a Cialente: collegialità nelle scelte,  subito una riunione del centro sinistra  e primarie prima di Natale.  L’Idv per ora  non ha incontrato il candidato Massimo Cialente, da ieri impegnato in incontri bilaterali con i partiti che dovrebbero appoggiarlo.   «Faccio gli auguri a Cialente e prendo atto della sua candidatura – ha detto il segretario dell’IdV, Lelio De Santis –. Tuttavia non posso che rimarcare il metodo schizofrenico con cui è stata gestita questa situazione. Noi invece siamo coerenti e vogliamo riprendere il discorso con la coalizione da dove lo abbiamo lasciato. Intendiamo privilegiare la nostra coerenza rispetto a questo nuovo scenario. Ho già contattato il Pd e altri partiti che sono disponibili ad incontrarci domani mattina per verificare se i risultati conseguiti dal tavolo del centro sinistra sono praticabili». L’IdV proporrà come candidato alle primarie Angelo Mancini. Non è escluso che Mancini possa saltare le primarie e correre al primo turno, come candidato di una coalizione che potrebbe comprendere IdV, RC, SEL ed elementi del Terzo Polo.

    MpL Comunicazione @ 23:48
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    IDV: Cialente e Chiodi, tutto fermo

    Posted on venerdì 28 ottobre 2011

    Sono trascorsi 30 mesi, si sono fatte tante chiacchiere e si sono illusi i cittadini che, giustamente, non ne possono più di questa governance inconcludente che annaspa nella totale confusione e che annuncia, senza meditare, ogni tanto una qualche decisione risolutiva.  L’ultimo annuncio riguarda la nuova Ordinanza che avrebbe dovuto sboccare la ricostruzione delle case E con l’originale trovata di accollare ai tecnici progettisti l’onere della fidejussione a garanzia delle abitazioni private dei condomini. (more…)

    MpL Comunicazione @ 18:46
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    Elezioni AQ: grandi manovre (segue…)

    Posted on venerdì 28 ottobre 2011

    Mentre il centrodestra è impegnato nella fase congressuale del PDL, il centrosinistra si interroga sulla ricandidatura del sindaco uscente Massimo Cialente.  Per ora le reazioni dei partiti minori della coalizione sono improntate alla cautela, anche perché in molti si attendevano, non senza una buona dose di ingenuità,  la “sostituzione in corsa”  di Cialente con Lolli (vedi precedenti post).

    Le spine di Cialente sono dentro il PD e fuori il PD. La navigazione dell’Amministrazione, tra continui rimpasti e dimissioni finte,  già problematica prima del terremoto,  è stata turbolenta negli ultimi due anni, con pesanti conseguenze (alle volte pure sul piano personale) tra i vari partiti ed  esponenti del centrosinistra.   Il primo compito del sindaco uscente sarà, più che quello di vincere primarie inutili e dall’esito scontato,  quello di ricostruire una coalizione a pezzi.

    Il dissenso interno al PD è palpabile ed interpretato dal consigliere comunale Vincenzo Rivera:  “Mi sono semplicemente fatto interprete di un malessere che esiste – dice – anche altri, come Francesco Iritale e Fabio Ranieri, non sono entusiasti della scelta, anche se nel corso della riunione hanno fatto interventi più diplomatici. Non può essere una decisione presa da poche persone chiuse in una stanza, chiedo che sia suffragata dal voto dell’intera assemblea del partito”.  Rivera annuncia una ricognizione  fra gli iscritti per capire se ci sia la disponibilità di quel 40% di tesserati previsto dallo Statuto per presentare una seconda candidatura alle primarie. Ed aggiunge: “Cialente non è idoneo”, lanciando la sfida al segretario del partito: “Abbia il coraggio di fare la stessa cosa il giovane Iritale, il Renzi della nostra terra”.

    Per ora nessuna reazione dell’IdV di Di Pietro che, presumibilmente, a questo punto parteciperà alle primarie con un proprio candidato, ma poi convergerà su Cialente e  non candiderà Angelo Mancini al primo turno. Una scelta, questa, probabilmente obbligata dal quadro delle alleanze nazionali, ma che metterà in difficoltà l’IdV all’Aquila, da molto tempo molto critico verso Cialente.

    Spazio aggiuntivo ne deriverà per il Terzo Polo, una formazione baricentrica che andrà ad intercettare i delusi di tutti i colori. Dopo la conferma di Cialente, i delusi del PD e dell’IdV, ma non solo, saranno probabilmente tanti,  e questo peserà (e molto) al secondo turno.

    La ricandidatura di Cialente viene poi accolta senza entusiasmo dai vendoliani di SEL che, in più occasioni, hanno sollecitato un cambio di passo e di leadership:  “La scelta del Pd a noi non sposta nulla. Non possiamo certo scegliere il candidato di altri partiti” – dice diplomatico Giustino Masciocco. “Vogliamo capire qual è il perimetro della coalizione.  Siamo persone serie – conclude – se decidiamo di partecipare alle primarie sosterremo il candidato che le vince”. Una dichiarazione a denti stretti, quella dell’ex assessore Masciocco, che soltanto pochi mesi orsono si dimise dalla Giunta Cialente. Masciocco voleva all’Aquila un “laboratorio nazionale, un grande cantiere di sperimentazione di democrazia rappresentativa e partecipativa…a partire dal processo di avvicinamento alle prossime elezioni amministrative” e si ritrova invece Cialente ricandidato. Così vanno le cose.

    MpL Comunicazione @ 12:45
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    Assistenza, taglio fondi

    Posted on venerdì 28 ottobre 2011

    Il Governo ha tagliato del 90% i fondi per l’emergenza sisma, perl’anno 2012. A rischio soprattutto l’erogazione del CAS, anche perché saranno ben poche le case E ristrutturate pronte ad accogliere gli sfollati nei premi mesi dell’anno venturo.  Allo studio l’ipotesi di pagamento di un canone per gli alloggiati nelle CASE e negli appartamenti del fondo immobiliare. Sul CAS, del quale fruiscono attualmente 11.000 persone, Cialente dice: «Stiamo predisponendo un crono programma: credo che la  fine del 2012 ci porterà ad azzerare alcune forme di assistenza come alberghi e Contributo di Autonoma sistemazione. Stiamo attivando un meccanismo per offrire alle persone nel progetto Case e in albergo la possibilità di avere  un alloggio».  Non ci comprende, tuttavia, come dare un appartamento in tempi rapidi a circa 11mila persone, corrispondenti a circa 4mila famiglie.  Sarebbe comunque necessaria un’ordinanza che stanzi le necessarie risorse per poter pagare in tutto o in parte questi affitti.  A meno che non si decida, in un colpo solo,  di togliere il CAS e di far pagare un canone a tutti, anche ai proprietari. E questa ipotesi appare francamente inaccettabile: non soltanto moltissime famiglie non sono nella condizione di pagare un affitto, ma non si comprende perché siano gli aquilani a dover pagare per l’inefficienza delle strutture commissariali ed i vergognosi ritardi nella ricostruzione.  La situazione è confusa, come sempre.

    MpL Comunicazione @ 12:05
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    Bini Smaghi deve dimettersi

    Posted on venerdì 28 ottobre 2011

    Si rischia un serio incidente con la Francia. Silvio Berlusconi preme su Lorenzo Bini Smaghi perché si dimetta dal board della Bce, dove attualmente sono presenti due italiani.  «Il problema – dice il premier a Canale 5 – è che qualcuno possa pensare di comportarsi contro gli interessi del proprio Paese, in questo modo causando uno spiacevole incidente con un paese amico». Il capo del governo confida poi «nel senso dello Stato» dell’economista italiano.  Berlusconi ricorda come alla base della scelta dell’italiano Mario Draghi al vertice della Bce, il nostro Paese abbia assunto con la Francia l’impegno formale di liberare il posto occupato dall’altro italiano. «Vuole la logica che sia cosi e per questo confido nel senso dello Stato e del dovere di responsabilità che certo non mancano al dottor Bini Smaghi – ha aggiunto – perché questa situazione spiacevole che si è creata e della quale il governo non ha alcuna responsabilità, si sblocchi al più presto».  In Tv il premier ha smentito decisamente le elezioni nella primavera del 2012: «L’Italia oggi ha bisogno di stabilità e andare a elezioni sarebbe andare contro gli interessi del Paese».  In vista delle elezioni 2013 Berlusconi apre all’ipotesi delle primarie per scegliere il cadidato del centrodestra.

    MpL Comunicazione @ 11:54
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