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    Chiesa: mitigare il liberismo selvaggio

    Posted on lunedì 24 ottobre 2011

    Come spesso accade, la Chiesa prende spunto dagli eventi del momento per indicare la strada all’economia ed alla politica. Il Vaticano chiede con forza una “riforma del sistema finanziario e monetario internazionale” in senso etico, “una autorità pubblica universale” che governi una finanza sempre più contro l’uomo e governata da pochi speculatori. La politica non può più rinunciare a governare la finanza in nome di un “liberismo” senza regole, perché così facendo rinuncia alla sua funzione primaria, che è quella di fare gli interessi delle comunità amministrate.  La Chiesa chiede pertanto “multilateralismo” per una nuova era di “sviluppo sostenibile e di pace”.  Denuncia il rischio che il sistema economico, e quindi istituzionale mondiale, diventi una “torre di Babele” preda di una generazione di tecnocrati che ignora il bene comune. (more…)

    MpL Comunicazione @ 18:35
    Filed under: News MpL

    Elezioni AQ: grandi manovre (segue…)

    Posted on lunedì 24 ottobre 2011

    Più si avvicina la scadenza elettorale di primavera, più gli aquilani si disinteressano della politica politicante. Ormai manca qualsiasi disegno strategico nelle dichiarazioni a mezzo stampa di questo o di quello, e prevale la tattica, il fuoco di sbarramento, la difesa del proprio orticello. Sullo sfondo resta la ricostruzione che non c’è, il centro storico abbandonato, una città disgregata, economicamente alla canna del gas. Ma questo interessa poco ai politici di professione.

    Nel centrosinistra si discute della data delle primarie, argomento che agli aquilani proprio non interessa. La diatriba è sulla data. L’Italia dei Valori le vuole subito, i vendoliani le vogliono dopo. E tutti strillano. L’IdV definisce “frenata incomprensibile” quella imposta   sulle primarie da SEL. E minaccia, con il segretario cittadino Lelio De Santis: primarie il 18 dicembre o ognuno per la propria strada.  “La pazienza ha un limite – ha detto De Santis (IdV) –  Non solo per noi, ma  anche per la gente. Ho preso atto di questa situazione non bella  che sta riguardando la coalizione. L’accelerazione che chiedevamo era importante per dare un segnale  alla gente. Proprio perché la città è in fermento, come dice Sel  e i comitati vogliono partecipare, bisognava fare subito quello che avevamo proposto e stabilire le primarie. Non ci si può confrontare solo sui posti e sui candidati”. “Non valutando positivamente questo temporeggiamento da parte della coalizione – ha aggiunto De Santis – Abbiamo deciso di   accelerare un nostro percorso di riflessione in perfetta autonomia. Non possiamo aspettare chi  vuol dettare legge e  non vogliano dare ultimatum. É passata una settimana nel silenzio”.   In queste ore il partito stabilirà il proprio percorso. L’Italia dei valori potrebbe andare da sola al primo turno con un proprio candidato sindaco che dovrebbe essere il consigliere Angelo  Mancini.

    Insomma, se le primarie si fanno subito, parrebbe di capire, SEL correrà da sola, se invece si fanno dopo, è l’IdV che romperà la coalizione. Tutte cose incomprensibili per i cittadini, ma questa è la politica. Quel che non si capisce è a cosa potrebbe portare la scelta secondoturnista dell’IdV o di SEL.  D’accordo, il primo turno potrebbe essere utile per contarsi e poi per contare, ma è pure ovvio che al secondo turno sia SEL che l’IdV non potrebbero che appoggiare il sindaco uscente e probabile ricandidato Massimo Cialente. E se non lo faranno i partiti lo faranno i loro elettori.

    Queste tattiche hanno il fiato corto. E’ ovvio che il pallino, nel centrosinistra,  è nelle mani di Cialente. Se Cialente deciderà di ricandidarsi, i giochi sono chiusi  e le primarie non servono.  Il centrosinistra non potrà mai ammettere esplicitamente quello che è, ovvero che l’amministrazione Cialente è stata pessima prima del terremoto e disastrosa dopo.  Ma la situazione di stallo è insuperabile: Cialente potrebbe essere escluso dalla “competition” soltanto se vorrà autoescludersi, cosa allo stato del tutto improbabile anzi conoscendolo diremmo impossibile.  In alternativa al ritiro, al primo cittadino si applica il “protocollo Centi”:  quello che consentì ad Antonio Centi, all’epoca sindaco dell’Aquila, di essere quasi automaticamente riproposto nella sfida  persa contro Biagio Tempesta.  In molti prevedevano la sconfitta, ma non fu possibile impedire a Centi di ricandidarsi. Lo stesso è accaduto alla Pezzopane contro Del Corvo, ma in questo caso l’esito in favore del centrodestra era molto meno scontato.

    E quindi le tattiche centrosinistrorse non servono a nulla, sono soltanto fumo negli occhi e strenua difesa del proprio particulare. Se Cialente vorrà ricandidarsi, sarà Cialente a correre. Se Cialente venisse escluso dal PD, nonostante la sua volontà di ricandidarsi, si aprirebbe uno scenario diverso, tutto da valutare.  Se Cialente si ricandiderà, i partiti minori e mezzo PD, con molti mal di pancia, saranno costretti a correre insieme a lui. Al primo o al secondo turno, poco importa ai cittadini, anche se il dettaglio è importante per i partiti.

    Più complicata la situazione nel centrodestra, dove si scontrano i desideri napoleonici di leadership politica di Gianni Chiodi con strutture locali del PDL volatili e spesso  conflittuali nelle loro componenti interne.  Caduta nel vuoto l’intempestiva ed autolesionistica candidatura di Silveri, fatta solo per sparigliare le carte,  il centrodestra ricomincia da zero. O meglio dovrebbe ricominciare dalle primarie, che Alfano continua a propugnare come metodo nazionale per la selezione di una classe dirigente nuova.  Primarie che, per avere un senso, dovrebbero essere aperte a tutti i partiti e movimenti che sentono l’appartenenza al centrodestra o che comunque non sentono l’appartenenza al centrosinistra di Cialente&Lolli.  Ma le settimane passano e non si decide nulla. Tra un pò mancherà il tempo tecnico per farle, queste primarie, ed il tempo gioca indubbiamente a favore della candidatura di Giorgio De Matteis (MpA).

    In questa confusione, torna in auge la candidatura di Guido Liris.  Il giovane assessore provinciale aquilano si era messo da parte, si badi bene, ma solo per fare spazio alla candidatura di Silveri. Ora che si ricomincia da capo, resta sul tappeto la sua disponibilità a correre per le primarie.

    Primarie sì, ma quando? E come?

    MpL Comunicazione @ 12:42
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    Confindustria su cratere

    Posted on lunedì 24 ottobre 2011

    Alessandra Rossi, Confindustria L’Aquila, ha le idee chiare. E non le manda a dire.  «Per noi Aquilani sperimentare l’esclusione dei politici nei dibattiti, così come deciso nella Convention nazionale, non fa molto effetto perché la buona politica per noi è assente da tanto di quel tempo che abbiamo smesso di farci conto», afferma Rossi.   «Due cose voglio riportare su L’Aquila dalla Convention nazionale, dette dalla Presidente Marcegaglia e che sono su misura per la Città. “Ciascuno faccia la sua parte”: gli imprenditori facciano le imprese, i Politici e le Istituzioni facciano la progettazione politico economica e il sistema per tradurla in fatti. A L’Aquila, purtroppo, la crisi dei ruoli è precedente al sisma ma dal 6 aprile c’è il vuoto: è impossibile fare qualsiasi pratica, qualunque progetto, tutto viene arenato da una incapacità politica che traduce una chiara mancanza di volontà.  Gli imprenditori possono fare i progetti, e li facciamo, ma non possono portarli avanti negli uffici, non possono pianificare l’attività delle Istituzioni. Secondo “spendere i fondi disponibili: questo Paese perde dai 7 ai 9 miliardi di euro che restituirà all’Europa per pura incapacità”. All’Aquila abbiamo 916 ml di euro per il cratere ma non sappiamo dove sono e se li spenderemo. Per un motivo soltanto: la burocrazia. Le procedure sono talmente complesse che non riusciremo mai a sbloccare quei soldi. Per questo credo che dovremo scendere in piazza, perché non c’è altra soluzione per concentrare l’attenzione su questo fatto».

    MpL Comunicazione @ 11:58
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    Europa impone, Italia obbedisce

    Posted on lunedì 24 ottobre 2011

    Da oltre vent’anni le uniche riforme fatte dai governi italiani – sempre deboli e di coalizione – sono quelle imposte dall’Europa.  Il film si ripete, nel pieno di una crisi finanziaria internazionale che, ancora una volta, ci limitiamo a subire, come Paese e come Eurozona. E quando si devono fare riforme sotto la spinta dell’urgenza si toccano sempre gli interessi diffusi. Non si eliminano i privilegi della casta, non si scovano gli evasori fiscali, non si licenziano i fannulloni, non si mandano a casa i troppi “presidenti” e direttori” di aziende pubblice ignoranti e di nomina politica,non si tagliano gli assessori inutili ed i loro codazzi, non si eliminano le migliaia di enti inutili rifugio di politici trombati. No. Quando si agisce sotto la spinta dell’urgenza si tassano quelli che le tasse le pagano, si aumentano i ticket, si aumenta l’IVA, e così via cantando. Ora tocca alle pensioni. Chi ha iniziato a lavorare come apprendista a 14 anni ed ha versato oltre 40 anni di contributi, non potrà andare in pensione. Dovrà attendere, pur avendo versato fior di quattrini.  Del resto, dice Berlusconi, “nella Ue si è parlato di un’età pensionabile per tutti a 67 anni. Siamo l’unico Paese ad avere anche le pensioni di anzianità”.  Sfugge un punto: a che serve l’Inps? A che serve versare 40 o 45 o 50 anni di contributi –  a parte i privilegi dei politici  – se tra un pò ci manderanno in pensione a 67 o 70 anni o più?  Allora sarebbe giusto permettere a ciascuno di riscattare quanto versato, con un minimo di interesse, e rinunciare alla pensione.  Sono soldi nostri, versati con tanti sacrifici, ma con le regole che si stanno per attuare su imposizione europea verranno legalmente rubati.

    MpL Comunicazione @ 10:34
    Filed under: News MpL

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