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    Elezioni AQ: grandi manovre (segue…)

    Posted on venerdì 7 ottobre 2011

    Un terzo polo, alternativo a centrodestra e centrosinistra, per poter essere definito “terzo”, deve esprimere necessariamente un programma politico, una squadra coesa ed un candidato sindaco. Sono queste le condizioni minime per poter certificare l’esistenza in vita della “nuova” creatura politica che, a parere dei fondatori – Fini, Casini e Rutelli – avrebbe dovuto rivoluzionare la politica italiana (impresa già in sé disperata).  Se le truppe terzopoliste cambieranno la politica italiana, questo non possiamo dirlo, ma certamente non cambieranno la politica aquilana. Il “terzo polo”, all’Aquila, si è dissolto come neve al sole. Mezza UDC o poco meno, si riconosce nell’autocandidatura di Pierluigi Mantini, la componente finiana sarebbe invece pronta a correre da sola o quasi, l’Api di Rutelli finirà probabilmente (audite! audite!)  per appoggiare il “sindaco-che-non-c’è”,  alias Massimo Cialente. E di programmi comuni e di squadra coesa, in casa terzopolisti, è meglio non parlare. I singoli esponenti del “terzo polo” in salsa aquilana sembrano, ogni giorno di più, schegge impazzite alla ricerca di una propria personale visibilità e collocazione, senza più alcuna ambizione politica di largo respiro, anzi senza più alcuna ambizione e basta.

    Archiviata così prima ancora di nascere l’aggregazione terzopolista ed agobilancista, la politica politicante è ben lungi dal trovare un centro di gravità, non diciamo permanente, ma quantomeno tale da rendere presentabili le rispettive coalizioni, centrosinistra e centrodestra, ai potenziali elettori, che all’Aquila sono sempre più delusi, stanchi, arrabbiati, intontiti e disperati.

    In casa centrosinistra, a gennaio si terranno le primarie e si tireranno le reti pure considerati gli esiti del sondaggio (mah!) condotto in questi giorni dall’Ipsos.  La nostra previsione è che il candidato sarà Cialente, che già oggi può contare sull’appoggio sicuro di mezzo PD e di qualche partito minore, dell’appoggio probabile dell’Api e dell’Italia dei Valori (se il candidato sarà Cialente, è il nostro ragionamento, Mancini dell’IdV ritirerà quasi certamente la propria candidatura). I vendoliani correrranno da soli al primo turno, per contarsi e poi contare nel ballottaggio.

    Insomma nel centrosinistra lo scenario inizia a delinearsi, mentre nel centrodestra si dormono apparentemente sonni profondi mentre si lavora dietro le quinte.  Se il maggiore handicap per De Matteis sembre essere proprio l’appoggio di Chiodi (pesano i troppi, ingiustificabili, vergognosi ritardi nella ricostruzione), il PDL si dimena sulle primarie. Chi le vuole e chi no, chi le vuole aperte e chi le vuole chiuse, chi le vuole prima e chi le vuole dopo. Le settimane passano, ed i nodi non si sciolgono. Se si arriverà a decisioni frettolose imposte dalle scadenze, ovviamente, non solo le primarie non si faranno, ma sarà favorito alla fine  il candidato imposto da Roma.

    Non fare le primarie sarebbe un grave errore per il centrodestra aquilano.  Le primarie si devono fare e devono essere primarie aperte,  dove sia i candidati in pectore e gli “elettori” dovrebbero sottoscrivere una sorta di manifesto sintetico articolato in due sezioni: una “dichiarazione di principi”, ovvero di appartenenza al centrodestra, ed un programma sintetico di mandato (non più di 10 punti ma sostanziosi) vincolante per il futuro Consiglio comunale.  Le primarie aperte porterebbero ad una spinta dal basso, ad una sana e bella competizione sui contenuti oltre che sulle persone, ad un’ampia partecipazione popolare nella scelta del candidato.

    Invece di sottoporsi al giudizio democratico delle primarie, qualcuno spera forse nella scorciatoia Teramo-Roma. Potrebbe finire che, sulla  strada Teramo-Roma,  chi parte Papa poi arriva Cardinale…

    MpL Comunicazione @ 21:26
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    ANCE: sbloccare le “E”

    Posted on venerdì 7 ottobre 2011

    La ricostruzione pesante è ferma. Sembra essere lontana la previsione di Gianni Letta, che si era impegnato a far sì che tutte le pratiche E fossero licenziate entro dicembre. Il centro storico è morto.   Colpa dell’eccessiva burocrazia e della mancanza di chiarezza delle norme. In un’intervista ad Abruzzo24ore.tv, il presidente dell’Ance, Gianni Frattale, lancia un ennesimo appello.  I costruttori chiedono con forza l’immediata emanazione della famosa ordinanza che avrebbe dovuto snellire le procedure e prevedere, tra le altre cose, sanzioni per i ritardatari, fideiussione e autocertificazione per i tecnici progettisti.  Secondo Frattale, l’ordinanza consentirebbe di aprire centinaia di cantieri entro la fine dell’anno, smaltendo le pratiche giacenti consegnate al 31 di agosto.

    MpL Comunicazione @ 11:56
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    Uova contro Moody’s

    Posted on venerdì 7 ottobre 2011

    Durante una manifestazione studentesca in corso a Milano, una parte del corteo  ha tentato di fare irruzione nella sede italiana dell’Agenzia di rating Moody’s.  Secchiate di vernice e lanci di uova contro l’ingresso degli uffici. Analoghe manifestazioni si tengono ormai quotidianamente a New York contro Wall Street, in Spagna, in Grecia.  In un mondo in cui la politica è debole, ormai schiava delle banche e della finanza, si moltiplicano le reazioni spontanee della gente che vuole lavoro, sviluppo, certezze.

    MpL Comunicazione @ 11:47
    Filed under: News MpL

    Elezioni vicine?

    Posted on venerdì 7 ottobre 2011

    Nonostante la drammatica crisi, il Governo continua a non decidere. Ancora nessun accordo su Bankitalia, in un momento di fibrillazione internazionale che richiederebbe invece ben altra tempestività nelle scelte e la nomina immediata del nuovo Governatore. Nulla di deciso sul “decreto sviluppo”, che è stato affidato al ministro Paolo Romani estromettendo Tremonti, il quale si darà probabilmente da fare per creare ogni sorta di problemi.

    Nel vertice di Governo di ieri si affaccia l’ipotesi di un “condono tombale”, ma anche su come acquisire nuove risorse per abbattere il debito, senza strangolare l’economia, nulla di deciso.  Bankitalia è il nodo da sciogliere, la palude nella quale il Governo è impantanato per i contrasti interni: Bossi e Tremonti vogliono Grilli; Berlusconi e Draghi (e Napolitano che dovrà firmare la nomina)  vorrebbero  Saccomanni. L’ Europa assiste attonita all’empasse su Bankitalia, e Sarkozy si chiede come possa l’Italia risanare e rilanciare l’economia, se non si riesce neppure a decidere la nomina della masima autorità monetaria.   Berlusconi non riesce a decidere ed anche il fido La Russa alla fine sbotta, «se passa troppo tempo alla fine rischiamo di non essere più credibili».  Il fatto è che la credibilità si è smarrita da tempo…

    Bankitalia e decreto sviluppo sono diventati due argomenti che incrociano entrambi Tremonti. Gianni Letta tesse la tela di una riconciliazione tra premier e Tremonti («se cade lui cade il governo», ha detto ieri),  Berlusconi si sfila, Bossi insiste per Grilli e continua a dire che si andrà ad elezioni anticipate, il che non aiuta.   E’ la sagra dei veleni e dei veti incrociati fra Bossi, Berlusconi e Tremonti. Per esperienza, quando si iniziano questi festival –  che Prodi ha ben conosciuto –  il Governo non dura.

    Ed infatti nel Palazzo qualcuno fa già circolare una data: marzo o aprile 2012, insieme alle amministrative. E Bossi chiosa: “è un pò presto, facciamo prima la riforma elettorale”. Quindi settembre 2012?

    MpL Comunicazione @ 11:13
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    Aquilani depressi

    Posted on venerdì 7 ottobre 2011

    Gli aquilani stanno ancora pagando lo scotto psicologico del terremoto dell’aprile 2009. A due anni e mezzo dalla tragedia, otto su dieci sono ancora alle prese con segni post traumatici, dalle crisi d’ansia alla depressione, dall’insonnia all’irritabilita’. Lo riferiscono due medici di famiglia aquilani, Vito Albano e Mauro Daniele, che da quella notte in cui L’Aquila tremo’ sono tutti i giorni in trincea per assistere la popolazione. “Ci sono ancora – spiegano, durante il congresso della Fimmg a Villasimius – nostri concittadini con la sindrome post traumatica, per i quali servono cure psichiatriche specifiche. Ma in generale l’80 per cento degli aquilani ha segni medio-leggeri di stress e trauma. Non a caso sono aumentate almeno del 30 per cento le prescrizioni di ansiolitici”. La situazione certo non e’ facilitata dal fatto che le due strutture di aggregazione dei medici, da 13 e 16 medici rispettivamente (nelle quali lavorano anche Albano e Daniele) non hanno trovato ancora un edificio che le ospita, e sono costrette a operare in due container. Dall’emergenza dell’Aquila e’ nato comunque un nuovo modello di coinvolgimento e cooperazione dei medici di famiglia nella gestione delle emergenze: l’Associazione onlus medici di famiglia per le emergenze, promossa da Domenico Barbati. “Ci siamo accorti all’Aquila – spiega Barbati – che serve un collegamento e un supporto ai medici di medicina generale: sono loro gli unici a conoscere il territorio, le persone fragili, solo noi possiamo dire ai soccorritori che in quella casa c’e’ uno che ha la gamba ingessata, nell’altra una persona che non puo’ sentire i soccorsi, e via dicendo. Bisogna creare una rete che possa essere di riferimento alla Protezione Civile, e stiamo lavorando al progetto Pass, una struttura mobile post-emergenza con dentro dai due ai quattro medici di famiglia oltre a pediatri, psicologi, assistenti sociali, infermieri. Perche’ l’assistenza sanitaria non puo’ essere interrotta dalla catastrofe”.

    MpL Comunicazione @ 10:57
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    Locali al centro

    Posted on venerdì 7 ottobre 2011

    L’Aquila è una città di zombie dove s’inseguono norme, per morti viventi. L’Aquila, non è una città distrutta da un terremoto quasi tre anni fa, che s’incarognisce perché è tutto imbalsamato, i centri storici sono luoghi fantasma, ed il suo dramma non interessa più nessuno, L’Aquila ormai, riesce a disperarsi solo se bloccano le autorizzazioni per aprire pub, attività e locali, tra i resti antichi di un centro storico che non c’è più. (more…)

    MpL Comunicazione @ 10:08
    Filed under: News MpL

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