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    Ingegneri denunciano: è tutto fermo

    Posted on mercoledì 5 ottobre 2011

    «La ricostruzione pesante per gli edifici danneggiati dal sisma 2009, con esito di agibilità “E” e situati fuori dai centri storici, ha incontrato sin dall’inizio problemi di definizione delle norme, basti pensare che la prima O.P.C.M., la n. 3790, è del luglio 2009, alla quale ha fatto seguito la O.P.C.M. n. 3881 del giugno 2010 che ha stabilito il limite di costo per gli interventi di riparazione e/o sostituzione edilizia». (more…)

    MpL Comunicazione @ 19:20
    Filed under: News MpL

    CISL su ZFU. Punto e a capo

    Posted on mercoledì 5 ottobre 2011

    Dopo 30 mesi dal sisma sulla Zona Franca siamo a punto e a capo. E’ l’amara constatazione della CISL. “Sulla zona franca urbana (Zfu) siamo ancora al punto di partenza: la richiesta, dopo due anni e mezzo dalla presentazione, di nuova documentazione sull’Aquila e sulla situazione socio-economica del cratere. Nonostante le promesse dei vari politici e rappresentanti istituzionali, che in piu’ occasioni hanno dato per prossima l’approvazione della zona franca, e l’impegno assunto sul tavolo del Governo nazionale, la delegazione abruzzese volata a Bruxelles e’ tornata con una nuova richiesta di chiarimenti”. In una città dove i mass media sembrano sempre più appecorati è questa la dura presa di posizione del segretario regionale Cisl, Gianfranco Giorgi, che ritiene i ritardi nel via libera alla ZFU  “inaccettabili e ingiustificati”, data la rilevanza dellostrumento per la ripresa economica del territorio aquilano.  “E’ assurdo”, dice Giorgi, “che, in una situazione di assoluta emergenza che si e’ cronicizzata e che vede tante famiglie in difficolta’ e la fuga dall’Aquila di centinaia di giovani alla ricerca di occupazione in altre citta’, dove le possibilita’ di un impiego sono piu’ alte, si stia ancora valutando l’opportunita’ di concedere o meno i benefici fiscali.  L’Ue continua a richiedere documentazione aggiuntiva, necessaria per dare l’ok definitivo. Al danno si aggiunge la beffa! Aiuti, sgravi fiscali, contributi agevolati alle imprese e quant’altro sarebbero dovuti arrivare immediatamente dopo il sisma, con un provvedimento straordinario tarato e misurato sulle esigenze derivanti da una catastrofe naturale come quella del 6 aprile 2009. Non solo, a torto, si sta utilizzando uno strumento ordinario, ma la lentezza e i ritardi accumulati, uniti ai dubbi che ancora permangono sull’approvazione della Zfu, rischiano di vanificare ogni beneficio che puo’ derivarne”.  “Tutto cio mentre i dati sulla cassa integrazione straordinaria fanno registrare un picco nella zona dell’Aquila, dovuto al fermo della ricostruzione pesante, che non e’ ancora partita. Il nostro e’ un territorio piegato sotto il peso della crisi, dove mancano posti di lavoro, occupazione stabile e grandi gruppi industriali che, insieme alle Pmi, possono fare la differenza sui numeri. Motivazioni sufficienti a concedere quello che, piu’ che un privilegio, appare una necessita’ assoluta”.   Bravo Giorgi, una voce nel deserto.

    MpL Comunicazione @ 12:58
    Filed under: News MpL

    Borse ignorano rating

    Posted on mercoledì 5 ottobre 2011

    Aprono in rialzo le Borse europee indifferenti al nuovo taglio del rating annunciato ieri sera da Moody’s con una decisione che replica quella presa di recente da S&P’ s e motivata essenzialmente con l’incertezza politica.  I mercati iniziano a capire che i giudizi del rating non sono oro colato e risentono, spesso, sdi altre motivazioni (non acaso le agenzie di rating sono tutte americane). Piazza Affari è in rialzo dell’1,4% nelle prime battute con l’indice sostenuto dal recupero delle banche (Intesa Sanpaolo +1,7%). Progressi superiori al 2% per Parigi, Londra e Francoforte. Lo spread, il differenziale di rendimento e di rischio fra Btp e Bund, i titoli di Stato decennali tedeschi, resta stabile sui livelli della vigilia intorno ai 374 punti

    MpL Comunicazione @ 10:48
    Filed under: News MpL

    ZFU: non siamo scemi

    Posted on mercoledì 5 ottobre 2011

    Sulla Zona Franca non sono bastate 5 ore di riunione per convincere la Commissione Europea sulla necessità di attivare lo strumento di sostegno per L’Aquila.  Dopo 30 mesi dal sisma siamo ancora a produrre analisi e tabelle, da inviare a Bruxelles per farne oggetto di future riunioni (ancora?),   sul depauperamento del tessuto economico, industriale e sociale di una città devastata, diruta e disgregata.

    L’uomo della strada è paziente, sin troppo disponibile, ma non è stupido.

    Non si doveva arrivare a questo punto, a quesi tre anni dal giorno che ha cambiato la nostra vita, per lo più in peggio.  Questi dati e queste tabelle potevano e dovevavo essere prodotte prima, non si doveva incassare la lettera della Commissione del 12 settembre che suona come una sonora bocciatura dell’istruttoria sin qui condotta dall’armata (Brancaleone?) addetta alla ricostruzione.  Non si doveva attendere tanto tempo per provare a convincere l’Europa che L’Aquila è in una condizione di oggettiva deroga rispetto ai parametri normalmente utilizzati per concedere i benefici della ZFU, come quello del reddito pro-capite che – osservano a Bruxelles – a L’Aquila sarebbe troppo alto.  E’ evidente che i dati statistici vanno ben presentati, elaborati, interpretati, soprattutto nella loro valenza futura. E L’Aquila avrà difficoltà soprattutto in futuro, allorquando saranno chiari gli effetti devastanti del sisma,  quando l’assistenza finirà e dopo la “droga” degli investimenti in atto per la (lenta) ricostruzione pubblica e privata che, in qualche modo, stanno sostenendo un’economia in stato emergenziale.

    Non la beviamo la storia della ZFU bocciata perché all’Aquila siamo troppo ricchi. E’ un alibi che non regge. Se la ZFU verrà bocciata per questo motivo, delle due l’una: o la Zona Franca, con i suoi rigidi parametri europei,  non era lo strumento idoneo per sostenere la rinascita aquilana  (e allora si è commesso un gravissimo errore di impostazione sin dall’inizio); oppure la “megamacchina” per la ricostruzione, con il suo codazzo di consulenti  extra-pagati, ha sbagliato clamorosamente l’istruttoria (e allora si è peccato di incuria, superficialità, disattenzione, sempre supponendo la buona fede).

    La storia delle “difficoltà tecniche”, come paravento per la possibile bocciatura della ZFU,  non sta in piedi.  Accordare o meno questi limitati benefici (soltanto 90mln di euro in cinque anni, poco più che briciole) all’Aquila non è un solo un fatto tecnico, bensì un fatto squisitamente politico.  Se la politica vuole davvero la ZFU, la ZFU arriverà, se non la vuole si nasconderà dietro le “insormontabili difficoltà tecniche”.

    Gli aquilani non sono scemi, ed intravedono la possibilità di un esito negativo, dopo tante promesse (forse avventate) e tanti proclami (forse fasulli).  La ricostruzione, anche per tale via, non decolla.

    Santo Gianni Letta, pensaci tu.  Il resto è solo deserto e chiacchiere. E le chiacchiere all’Aquila stanno a zero.

    MpL Comunicazione @ 10:43
    Filed under: News MpL

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