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    Dagli all’untore

    Posted on lunedì 19 settembre 2011

    Quando si verificano tragici eventi collettivi, la pubblica opinione, la piazza, la pancia della gente, la parte peggiore di tutti,  vuole e pretende un capro espiatorio. La storia è  ricca di tali episodi, che rappresentano la notte del buon senso e della ragione. Nella Colonna Infame, Alessandro Manzoni narra del processo a Milano, durante la terribile peste del 1630, contro due presunti untori (“dagli all’untore”), ritenuti dal popolino responsabili del contagio pestilenziale tramite la diffusione di misteriose sostanze. Il processo, svoltosi realmente nel 1630, decretò  sia la condanna capitale di due innocenti, Guglielmo Piazza (commissario di sanità) e Gian Giacomo Mora (barbiere), e la distruzione della casa-bottega di quest’ultimo. Come monito agli “untori” venne eretta sulle macerie dell’abitazione del Mora la “colonna infame”, che dà  il nome alla vicenda. Solo nel 1778, a seguito della pubblicazione delle “Osservazioni sulla tortura” di Pietro Verri, la Colonna Infame, ormai divenuta una testimonianza d’infamia non più  a carico dei condannati, ma del sistema perverso che aveva commesso un’enorme ingiustizia, fu abbattuta.

    Con questa tragica vicenda, Manzoni vuole affrontare un tema attualissimo – anche dopo il tragico terremoto dell’Aquila – ovvero il rapporto tra le responsabilità  oggettiva del singolo e gli umori popolari, tra la ragione e l’irrazionalità, tra gli scienziati e gli stregoni.

    La ricerca del “capro espiatorio” soddisfa l’emotività, ma acceca il buon senso e la razionalità  che dovrebbe guidare la giustizia e l’opinione collettiva, porta come conseguenza a tragici errori ed abusi di potere. La paura acceca la ragione, la notte della ragione genera mostri, la giustizia ricercata a tutti i costi diventa barbarie.

    Il fine giustifica i mezzi, scrive il Machiavelli, ma non quei mezzi che snaturano il fine.

    MpL Comunicazione @ 22:45
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    Elezioni AQ: grandi manovre (segue…)

    Posted on lunedì 19 settembre 2011

    Nel centrodestra tutto tace, si lavora nelle segrete stanze. La candidatura più accreditata, al momento, resta quella di De Matteis che sarebbe sponsorizzato da Chiodi (il che, osservano i più, non parrebbe proprio un buon viatico data l’opaca gestione del postsisma, ivi compresa la recentissima figuraccia sulla zona franca…).  In ogni caso sembra deciso che il candidato del PDL sarà scelto sulla base di primarie, di partito o di coalizione, così come recita peraltro l’indirizzo nazionale del neosegretario Alfano.

    Nel centrosinistra salgono le quotazioni di Massimo Cialente. Da volpone della politica qual’è, il sindaco attende il momento giusto per sciogliere la riserva e ricandidarsi.  Probabilmente ai primi di ottobre il “sindaco-che-non-c’è” annuncerà teatralmente la sua ricandidatura, condendo la scena con affermazioni del tipo io non volevo, ma L’Aquila ha bisogno di me; sono stato pressato dalla gente, ecc. ecc.

    La ricandidatura di Cialente è un esito scontato. Il PD è diviso al suo interno, e questa divisione impedisce pure di coagulare sufficiente consenso intorno ad una candidatura alternativa,  ed è  peraltro impossibile convincere un Sindaco uscente, al primo mandato e dopo un disastroso terremoto, dell’opportunità di mettersi di parte per un altro papabile le cui capacità sono tutte da provare.  Il centrosinistra è, anche questa volta, preda della “sindrome Centi”: in molti pensano che Cialente sia un ottimo medico ma un pessimo sindaco, ma nessuno ha la forza o il coraggio di metterlo da parte. Come nel caso di Centi, con Cialente ricandidato a tavolino il centrosinistra rischia di perdere le elezioni, ma c’è un se. Il centrodestra potrebbe avere la strada spianata, ma se e soltanto se individuerà un candidato credibile, nuovo, capace.  E l’avvitamento su “De Matteis sì, De Matteis no”, se dovesse durare settimane o mesi,  non sembra essere  la migliore strada per convincere una comunità profondamente delusa dalla politica e sideralmente lontana dai politici in scena.

    Tornando al centrosinistra, Cialente dovrebbe poter contare sull’appoggio del PD (con molti malpancisti) e su quello dell’IdV di Di Pietro che, però, pone la scandenza del 1 ottobre. Passata quella data, l’IdV potrebbe correre in solitaria, magari cercando appoggi nell’area rifondazione e Vendola. Ma la posizione dell’IdV sembra più tattica che strategica, e l’ultimatum giocherà alla fine proprio a favore di una  rapida conferma di Cialente.

    Gli altri segmenti del centrosinistra (Rifondazione e SEL) per ora tacciono, forse attendono le decisioni del Pd, e decideranno poi se correre da soli o partecipare, a determinate condizioni, alla “grande coalizione” sotto le insegne stinte e sdrucite di Cialente.  Rifondazione è tornata in giunta; appare quindi scontato il proprio sostegno al sindaco. Più complessa la situazione di SEL. Nel partito di Vendola milita Giustino Masciocco, che non senza ragione vede Cialente come un toro vede il rosso. Non è escluso che i vendoliani preferiscano non impastarsi le mani di cialentismo e restare fuori;  contarsi al primo turno, quindi, in vista di obiettivi più ambiziosi di livello regionale.

    E il “terzo polo”?  Dopo la scossetta di Pierluigi Mantini, che si è proposto come candidato a determinate condizioni (vedi precedenti post), tutto tace. Ma la stessa esistenza in vita di un “terzo polo” pretende una candidatura al primo turno, magari senza mezza  UDC.  Tutto da vedere.

    A pochi mesi dalle elezioni un solo candidato è sicuro: Vincenzo Vittorini. Evviva la chiarezza che, però, sulla base dell’esperienza, raramente da sola porta a garndi risultati elettorali. In ogni caso le liste di Vittorini giocheranno un ruolo sul secondo turno, si può presumere, soprattutto se il risultato sarà sul filo di lana.

    Alla prossima puntata.

    MpL Comunicazione @ 18:15
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    ZFU, dilettanti allo sbaraglio

    Posted on lunedì 19 settembre 2011

    Sulla Zona Franca all’Aquila arriva la doccia fredda dell’Unione Europea.  “I dati presentati nello studio del 14 luglio 2011 –  riporta la lettera della Commissione europea del 12 settembre indirizzata alle autorità italiane – non appaiono comprovare sufficientemente l’effettiva gravità e criticità della situazione economica nell’area proposta quale Zona Franca Urbana (ZFU), ossia il comune dell’Aquila, tali da rendere necessaria la misura in oggetto”. Quindi, per la Commissione europea, “la metodologia seguita per l’identificazione della ZFU sembra mancare di elementi statistici oggettivi che […] giustifichino la scelta del comune dell’Aquila”.  (more…)

    MpL Comunicazione @ 16:59
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    Merkel difende Euro

    Posted on lunedì 19 settembre 2011

    La Merkel dice finalmente qualcosa a favore dell’Europa, dopo che  è stata proprio la Germania nelle ultime settimane a generare forte nervosismo sui mercati. «La disgregazione dell’euro porterà alla disgregazione dell’Europa». Lo ha detto il cancelliere Angela Merkel a Berlino, all’indomani della sconfitta elettorale del suo partito. La leader tedesca ha anche consigliato ai membri della sua coalizione di governo di «pesare molto attentamente le parole per non innervosire i mercati» dell’eurozona. Il riferimento è agli esponenti di Governo che hanno dichiarato come ineluttabile il default della Grecia e la conseguente crisi dell’Euro.

    MpL Comunicazione @ 14:55
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    Speculazioni sui prezzi

    Posted on lunedì 19 settembre 2011

    «Stiamo preparando un esposto a tutti i comandi provinciali della Guardia di Finanza, affinché dispongano ispezioni a tappeto negli esercizi commerciali, finalizzati ad accertare irregolaritá nell’applicazione della nuova aliquota». Ad annunciarlo in una nota è il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: il timore «è che possa verificarsi ciò che è avvenuto durante il passaggio dalla lira all’euro, ossia arrotondamenti dei listini sempre al rialzo, e quindi sempre a danno dell’acquirente finale». Considerati il passaggio dell’Iva dal 20 al 21% e gli arrotondamenti selvaggi, l’impatto sull’inflazione potrebbe raggiungere quota +1,38%, stima il Codacons. (more…)

    MpL Comunicazione @ 12:35
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    Facciamoci male

    Posted on lunedì 19 settembre 2011

    I giudici del Tar hanno sospeso i lavori di realizzazione dell’auditorium di Renzo Piano, che doveva sorgere al parco del Castello dell’Aquila. Una ditta, rivela Abruzzoweb, ha presentato un ricorso contro l’aggiudicazione della gara a un’azienda trentina e il Tar ha concesso la sospensiva, rinviando al prossimo anno la decisione sul merito. L’opera, dal costo di 6 milioni di euro, interamente finanziata dalla Provincia autonoma di Trento, è stata progettata dal famoso architetto genovese Renzo Piano: si tratta di un edificio strutturato come una grande cassa armonica, a piani inclinati, di 20 metri per 20, per una capienza di circa 250 posti.

    MpL Comunicazione @ 12:24
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