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    Elezioni AQ: grandi manovre/2

    Posted on domenica 11 settembre 2011

    Oggi si registrano tre importanti novit sulle prossime elezioni aquilane. Tutte novit che spingono verso la frammentazione degli schieramenti; la conseguenza che, probabilmente, nessun candidato vincere al primo turno, e quindi i partiti dovranno considerare con maggiore attenzione le possibili strategie delle alleanze per il secondo turno.

    Ma torniamo alle novit. La prima che emerge chiara e netta, dalla riunione del vertice del PDL di ieri, la scelta della via delle primarie per la selezione del candidato del maggior partito del centrodestra. Una opportuna scelta di campo in favore degli umori della base ed un chiaro avvertimento per chi, magari raccomandandosi a qualcuno, sta cercando una scorciatoia romana per la propria candidatura.

    La seconda novit l’intervista di Cialente a il Messaggero. Se necessario per far vincere il centrosinistra, dice il sindaco, sono disponibile a fare un passo indietro. Una mossa squisitamente tattica, quella di Cialente, che mira a far uscire allo scoperto i suoi detrattori all’interno del PD. Chi critica Cialente – il messaggio del sindaco – deve pure dire chi potr fare meglio e perch potr fare meglio, data la situazione non certamente facile in cui anche il nuovo sindaco si trover di necessit ad operare. A nostro modo di vedere, Cialente non ha alcuna intenzione di ritirarsi dalla tenzone e, in caso sia messo da parte senza una convincente spiegazione e senza concrete prospettive future, giocher pesante in questi ultimi mesi di mandato.

    La terza novit l’uscita allo scoperto del candidato del terzo polo, o meglio di una parte di esso: Pierluigi Mantini, parlamentare dell’UDC (ma prima in forza a I Democratici di Prodi, ma prima ancora esponente dell’IdV di Di Pietro) si mette a disposizione per il bene dell’Aquila nell’ambito, dice lui, di una coalizione vasta e (presumibilmente) trasversale. Sulla autocandidatura di Mantini non si registrano per ora reazioni di FLI, il partito di Fini, che appare spiazzato dalla pubblica uscita di Mantini, giudicata intempestiva da alcuni seguaci FLI (che per vogliono restare anonimi). I dubbi riguardano il peso elettorale di Mantini all’Aquila, tutto da valutare. Nulla da dire ovviamente sulla qualit della persona. Possiamo solo dire, per esperienza, che gli aquilani non apprezzano i cittadini di ritorno, ovvero coloro che hanno di fatto lasciato L’Aquila da anni, e poi ritornano con le vesti improbabili di salvatori della patria. Del Turco docet: candidato al Senato all’Aquila fu sonoramente sconfitto e risult eletto solo grazie ad una bislacca legge elettorale che permette anche agli sconfitti di rientrare. Comunque staremo a vedere quanto (e chi) Mantini riuscir ad aggregare.

    Dalle novit di oggi si pu trarre comunque un’indicazione importante. Al primo turno lo scenario si presenter assai frammentato, come candidati e come liste. Ci sar probabilmente De Matteis, come MPA con lo “sponsor occulto” Chiodi, ci sar sicuramente un candidato del PDL partorito dalle primarie, ci sar forse Mantini, e poi sicuramente Vittorini, e forse un candidato FLI-API, e poi un paio di candidati del centrosinistra, uno del PD, e perch no, uno di Vendola, che potrebbe utilizzare il primo turno per una conta interna. Per quanto riguarda l’IdV, il partito versa in uno stato confusionario, sembrano in realt due partiti, e quindi difficile dire dove vogliono andare se prima non recuperano una mappa ed una bussola.

    Almeno sei o addirittura sette candidati o di pi con i cespugli assicurano una sola certezza: il secondo turno. E l si faranno i giochi delle alleanze, alle quali occorre lavorare sin da subito. Pensando alla migliore squadra per una veloce ricostruzione, magari. O fantapolitica pensare che la politica pensi ai problemi veri dell’Aquila?

    MpL Comunicazione @ 21:49
    Filed under: News MpL