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    Fukushima dimenticata

    Posted on lunedì 16 maggio 2011

    Nessuno parla più di Fukushima e della grande tragedia che là si sta consumando. I mass media hanno "aperto" per giorni le loro notizie con il disastro nucleare giapponese, ma poi sono arrivate cose fresche (dal delitto Rea alle elezioni) che fanno vendere di più, e quindi addio Giappone.  Ma Fukushima continua ad emanare radiziazioni a tutta birra, e la Rete nazionale antinucleare (Rna)  registra una forte contaminazione da plutonio nei campi di riso a 50 km dalla centrale.  Migliaia di animali saranno abbattuti, migliaia di persone sono già contaminate.  "Le sfere di combustibile si sono probabilmente fuse", ha spiegato tre giorni fa in una conferenza stampa Junichi Matsumoto, manager dell’impianto nucleare, "e nel processo possono aver danneggiato la vasca di contenimento e creato un buco. Dev’esserci una perdita importante".  Insomma continua la perdita di acqua radioattiva dal reattore n. 1, che potrebbe essersi fuso.  L’uso del condizionale è il sintomo che i responsabili dell’impianto  continuano a non sapere cosa sia successo. Forse  lo sanno ma non vogliono dirlo.  Non vogliono farci preoccupare, così moltissime persone moriranno radioattive ma tranquille. Il Governo nipponico parla poco, non sta diffondendo molte informazioni e non ha ancora iniziato un monitoraggio preciso della contaminazione del mare e dell’aria.  E il pesce giapponese, lo mangiamo anche noi? Nessuno dice niente, ma sappiamo benissimo che il Giappone è un gigante della pesca a livello mondiale. Per l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), entro due anni l’acqua radioattiva sversata dalla centrale di Fukushima potrebbe raggiungere la costa occidentale degli Stati Uniti d’America. E l’aria? Dove sta cadendo la radioattività? Magari sulle fave pugliesi o sui pomodori greci. Nessuno lo dice, ma in qualche posto questa radioattività sta cadendo.  Possiamo solo sperare che il vento ci aiuti, almeno il vento.  E tra qualche mese qualcuno avrà pure il coraggio di parlare ancora di nucleare…
    MpL Comunicazione @ 21:25
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    Chiodi&Scelli

    Posted on lunedì 16 maggio 2011

    Sanita’, Giostra cavalleresca e sviluppo della Valle Peligna: sono stati questi gli argomenti principali che sono stati trattati nel corso di un incontro tra il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e il parlamentare Maurizio Scelli. Il presidente della Regione ha ribadito che "nella citta’ di Sulmona verra’ realizzato un nuovo ospedale". "Si e’ trattato di un incontro costruttivo – ha detto il presidente Chiodi – nel corso del quale con Scelli abbiamo concordato tutte le urgenze che vanno affrontate per il rilancio della Valle Peligna. A Scelli ho detto che il governo regionale affrontera’ con la dovuta attenzione tutte le questioni della citta’ di Sulmona e del suo comprensorio". In questo senso, una prima risposta del presidente e’ arrivata dalla disponibilita’, concordata con l’assessore alla Cultura, Luigi De Fanis, di aumentare da 25 a 50 mila il contributo in favore della Giostra cavalleresca per l’edizione 2011. Sul fronte dello sviluppo, Gianni Chiodi ha nuovamente fatto cenno ai 20 milioni di euro dei fondi Fas, stanziati dalla Regione Abruzzo per la Valle Peligna, sottolineando ancora una volta di mantenere alta l’attenzione per il territorio del centro Abruzzo e della citta’ di Sulmona. "Il presidente Chiodi – sottolinea Maurizio Scelli – conferma l’impegno assunto nel gennaio 2009 a Sulmona quando garanti’ che avrebbe supplito alla difficolta’ del territorio peligno di avere propri rappresentanti in Regione".

    MpL Comunicazione @ 18:52
    Filed under: News MpL

    Terremoto&processi

    Posted on lunedì 16 maggio 2011

    Non ci stanno gli scienziati ad essere processati, ed il tam-tam su quello che viene vissuto ormai come il "processo alla scienza" diventa argomento di discussione in tutti i convegni del mondo. Il salto logico è avvenuto: il processo alle persone è diventato il processo alla scienza, dopo che oltre 5000 ricercatori di tutto il mondo hanno definito “ingenua ed ingiusta” l’accusa agli scienziati della Commissione Grandi Rischi formulata dalla Magistratura aquilana. "I terremoti non si possono prevedere", è la parola d’ordine degli scienziati, lanciata tra l’altro in un documento al Presidente Napolitano. Spropositata appare l’accusa di omicidio colposo ai componenti scientifici della commissione Grandi Rischi, ad alcuni dirigenti della Protezione civile e al direttore del centro nazionale terremoti dell’Ingv per non aver promulgato uno stato di allarme dopo la riunione della Commissione tenuta all’Aquila sei giorni prima del terremoto.

    In verità, per mitigare gli effetti devastanti di questi fenomeni naturali, le Istituzioni dovrebbero intervenire con opportune azioni di prevenzione, informazione ed educazione della società. L’alternativa, del tutto impraticabile, è forse quella di evacuare la popolazione ad ogni sequenza? Sarebbe la morte dell’Aquila e di troppe città. Ci si chiede allora se debba essere l’analisi scientifica a guidare l’azione dello Stato o i nuovi stregoni o le voci di probabili sciagure che da sempre vengono annunciate come imminenti. Ed è pure successo che quando l’evacuazione preventiva è stata fatta, gli esperti sono stati messi sotto accusa per “procurato allarme”.

    Che fare allora? Come osserva uno scienziato del calibro internazionale di Guido Visconti (vedi precedente articolo) il processo alla Commissione grandi rischi mette in evidenza come sia difficile comunicare le incertezze legate alle previsioni di un evento naturale. Il Principio della Universalità della Scienza garantisce la libertà di ricerca in relazione: 1.all’espressione di idee scientifiche, ipotesi e previsioni; 2.allo sviluppo delle ricerche usando dati, esperimenti e teorie; 3.alla comunicazione al pubblico. L’azione della Magistratura rischia di de-responsabilizzare, per il timore di gravi conseguenze, gli scienziati ed i politici. E’ quanto sta accadendo pure negli ospedali: la paura di incorrere in reati, spinge sempre più i medici a praticare la cosiddetta "medicina difensiva". Meglio non fare nulla, esagerare in esami ed accertamenti, prendere tempo, piuttosto che intervenire e prendersi una denuncia dei parenti. 


    MpL Comunicazione @ 18:37
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    Processi&ciarlatani

    Posted on lunedì 16 maggio 2011

    E’ iniziato oggi, all’Aquila,  il processo ai membri della Commissione Grandi rischi,  un procedimento  controverso e denso di polemiche, ribattezzato nel mondo accademico come il "processo alla scienza".   Replichiamo, in quanto correlato con l’argomento,  un importante  intervento  del 3 settembre 2010,  a firma di Guido Visconti

    L’ultimo numero (Agosto 2010)  della prestigiosa rivista Nature Geoscience apre con un editoriale dedicato alla vicenda della citazione in giudizio della commissione grandi rischi. La rivista ritiene che l’episodio metta in evidenza ancora una volta come sia difficile comunicare le incertezze legate alle previsioni di un evento naturale. Lo stesso problema si potrebbe presentare con la previsione meteorologica di un evento severo (ad esempio una tromba d’aria) o su fenomeni a più vasta scala quali uragani o ondate di caldo e di freddo.
    Il caso dell’Aquila è pero ripreso in modo molto deciso dalla Unione Internazionale di Geodesia e Geofisica (IUGG) che raccoglie centinaia di scienziati al livello internazionale. In un comunicato del 28 giugno di quest’anno la IUGG inizia col richiamare il Principio della Universalità della Scienza che garantisce la libertà di ricerca in relazione a (1) espressioni di idee scientifiche, ipotesi e previsioni, (2) lo sviluppo delle ricerche usando dati, esperimenti e teorie, (3) la comunicazione al pubblico attraverso congressi, pubblicazioni, ecc. Questa libertà non è sempre garantita come è dimostrato dal recente terremoto dell’Aquila (secondo la IUGG).
    Il comunicato dice letteralmente che “è scioccante e inaccettabile accusare formalmente un gruppo di scienziati e membri di un comitato governativo (la Commissione grandi rischi) perché hanno fallito la previsione di un fenomeno naturale estremo. Nessuno scienziato, prosegue il comunicato, può essere accusato per avere espresso una opinione scientifica basata sulla conoscenza disponibile, che rimane limitata. Allo stesso tempo i responsabili politici possono sfruttare una conoscenza limitata per i benefici della società. Testualmente il comunicato afferma “ la IUGG condanna inaccettabili interferenze nelle questioni di scienza da parte della politica o della giustizia”.
    D’altra parte la IUGG richiama la classe scientifica alle proprie responsabilità per condurre con onesta, integrità e trasparenza le sue ricerche. L’obbligo primario di un ricercatore è quello di migliorare continuamente le conoscenze scientifiche che fra l’altro possono migliorare le capacità predittive per i massimi benefici della società.
    Le responsabilità della classe scientifica si intersecano anche in questo caso con quelle dei media. Come rileva un eminente climatologo, Klaus Hasselmann, le responsabilità dei media verso la società sono quelle di supportare il funzionamento della democrazia informando il pubblico di sviluppi non desiderabili. Queste responsabilità spesso sono in contrasto con quelle economiche che sono quelle di rimanere in affari e soddisfare i desideri dei pubblico a volte morbosi.
    La storia dell’Aquila e del terremoto nel nostro territorio mette molto bene in evidenza molti di questi aspetti. Da una parte c’è un’azione sproporzionata della magistratura verso la classe scientifica e dall’altra c’è l’insistenza dei media, ma anche di parte della classe politica, di dare voce a indiscrezioni che di scientifico hanno ben poco perché non sono supportate dai rigorosi controlli che devono validare qualunque risultato scientifico. Ci riferiamo ovviamente a presunti metodi di previsione dei terremoti. I documenti che abbiamo citato (ma tutti quelli reperibili in letteratura scientifica) tendono a riaffermare che i terremoti sono imprevedibili: far trasparire verso il grande pubblico che questo non sia vero rischia di creare danni inimmaginabili.
    Guido Visconti

    Guido Visconti è fisico dell’atmosfera. Dopo la laurea in fisica ha studiato e insegnato all’Università del Maryland, al Massachusetts Institute of Technology, al NCAR (National Center for Atmospheric Research). Dal 1994 è professore ordinario di fisica dell’atmosfera all’Università dell’Aquila.

    Nel 2001 ha fondato e poi diretto il Centro di Eccellenza per la Previsione di Eventi Meteorologici Severi (CETEMPS). In passato è risultato principal investigator per diversi progetti della NASA e attualmente è associate investigator per il progetto Venus Express.

    Nel 2005 Visconti è stato nominato membro dell’Accademia dei Lincei. Nel 2007 è stato nominato membro del Consiglio Tecnico Scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana.

    MpL Comunicazione @ 18:30
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    Grandi rischi, processo al via

    Posted on lunedì 16 maggio 2011

    Dopo molte polemiche ha preso il via oggi il processo alla Commissione grandi rischi, i cui componenti sono accusati di omicidio colposo plurimo per una decina di vittime del terremoto. Clima di grande interesse per il procedimento, anche da parte della comunità scientifica internazionale che ha fortemente criticato l’operato della Magistratura con varie iniziative, tra le quali una lettera firmata da migliaia di scienziati ed inviata al Presidente della Repubblica (vedi precedenti post).  Il processo parte da un’ipotesi tutta da dimostrare: la Commissione non diffuse avvertimenti sufficienti perchè la gente potesse avere la sensazione precisa del "rischio"  nel periodo precedente il 6 aprile 2009. Oltre le parti civili inserite nel capo di imputazione, è stata accolta la richiesta come associazioni solo del Comune, in quanto rappresentante degli interessi diffusi della collettività. Durante il dibattimento il p.m. Picuti ha sostenuto di procedere in tempi rapidi di fronte alla richiesta del collegio della difesa di rinviare il processo in attesa che si definissero altre posizioni che sono ancora in fase di indagine preliminare.
    MpL Comunicazione @ 18:20
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