• Calendario/Archivio

  • gennaio: 2011
    L M M G V S D
    « Dic   Feb »
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    31  

    Fiat, ore decisive

    Posted on lunedì 10 gennaio 2011

    Ore cruciali per la Fiat di Marchionne. Se a Mirafiori vincesse il no all’accordo,  Sergio Marchionne fa capire che ci sarà l’esodo della Fiat verso il Canada. "Venerdì scorso – ha detto l’amministratore delegato della Fiat – ero in Canada. Ci hanno invitato a investire e aumentare la capacità produttiva. C’è un grande senso di riconoscimento per gli investimenti che abbiamo fatto là. Stanno aspettando di mettere il terzo turno, trovo geniale che la gente voglia lavorare, fare anche il terzo turno. Lavorare sei giorni alla settimana è una disponibilità incredibile, in Europa questo è un problema, Brampton è una possibilità, ma ce ne sono moltissime altre dappertutto come Sterling Heights".  "Se non si raggiunge il 51% salta tutto e andiamo altrove. Fiat ha alternative nel mondo, aspettiamo di vedere cosa succederà giovedì e venerdì e se il referendum non passerà ritorneremo a festeggiare a Detroit" – ha concluso Marchionne.  Il presidente Jhon Elkann ha aggiunto : "Speriamo che il buon senso prevalga".
    La Fiom e la Cgil sono avvertite.   Ma la Fiom resta sulla linea del conflitto:  non firmerà comunque l’accordo indipendentemente dal risultato del referendum del 13-14 gennaio. La Cgil nel frattempo invita il PD "sulla vertenza Fiat a prendere una posizione univoca".  In effetti negli ultimi giorni il PD, come al solito, ha preso 3 o 4 differenti posizioni sull’argomento.  Confermato pure da Fiom lo sciopero del 28 gennaio.   Ma la Fiom va oltre: "Se altre aziende tentano di fare come la Fiat devono sapere che si aprirà un conflitto senza precedenti" ha detto Landini.  Tutto questo agitarsi mentre Marchionne ha annunciato che Fiat è salita al 25% di Chrysler, e che c’è la possibilità di salire al 51%  e di investire in Italia. Sempre che prevalga il buon senso..
    .
    MpL Comunicazione @ 17:57
    Filed under: News MpL

    Abruzzo, peso morto

    Posted on lunedì 10 gennaio 2011

    "Una parte del Paese non cambia mai, l’Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud. C’è bisogno di uno scatto di dignità degli abruzzesi. È sano realismo padano" – così il leghista Mario Borghezio, europarlamentare,  al programma tv in onda su You Tube KlausCondicio. Il Sud è stato sfruttato per 150 anni dal Nord, dopo l’unità d’Italia, ed ora probabilmente non è più funzionale agli interessi padani. Quindi meglio liberarsene, magari con la trappola del federalismo.  Non riusciamo a trovare altra spiegazione alle parole di Borghezio, tutt’altro che farneticanti ed anzi espressione del progetto politico della Lega: liberarsi del Sud. "Il comportamento di molte parti delle zone terremotate dell’Abruzzo – dice Borgezio –  è stato singolare, abbiamo assistito per mesi a lamentele e sceneggiate eccezioni ci sono dappertutto, ma complessivamente è stata un po’ una riedizione rivista e corretta dell’Irpinia: prevale sempre l’attesa degli aiuti, non ci sono importanti iniziative autonome di ripresa. Si attende sempre che arrivi qualcosa dall’alto, nonostante dall’alto arrivi molto. Mi domando quale sarebbe stata la reazione degli abruzzesi nei confronti di un comportamento"risparmioso" da parte dello Stato, con l’invio di aiuti a gocce come è per i veneti; questo fa solo aumentare il senso di disaffezione dei veneti verso lo Stato centralista, credo che siamo ormai giunti ad un punto di rottura" –  conclude Borghezio.  Successivamente Borghezio si è reso conto di aver esagerato ed ha precisato il suo pensiero: "Non mi sognerei mai di dire che l’Abruzzo e i terremotati abruzzesi sono un peso morto per il Paese. Il mio disappunto è, semmai, per l’ennesima conferma dell’atteggiamento che le amministrazioni, più ancora che le popolazioni, del meridione, mettono in campo di fronte ai problemi, alle emergenze ed alle catastrofi: quello cioè di far prevalere le tradizionali, eterne aspettative nei confronti dello Stato centrale, anziché rimboccarsi le maniche come hanno dimostrato di saper e voler fare, ad esempio, le popolazioni venete, anche di recente".
    MpL Comunicazione @ 17:33
    Filed under: News MpL