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    Terremoti diversi/2

    Posted on sabato 11 settembre 2010

    L’articolo di Fabbro (vedi precedenti post) sui diversi effetti del terremoto in Nuova Zelanda ed all’Aquila non è piaciuto, ovviamente, a chi ha già scritto la sentenza contro gli scienziati della Commissione Grandi Rischi.  Dal nostro punto di vista, che è il punto di vista della ragione contro l’irrazionalità dominante,  la riflessione del geologo gallese ha un enorme pregio: riportare la questione centrale della mitigazione dei danni conseguenti ai fenomeni naturali sul piano della prevenzione e dell’educazione. In questa ottica, che è l’ottica della scienza, le accuse fatte agli scienziati sono del tutto prive di fondamento. Stregoni e maghi a parte, la ricerca in tutto il mondo concorda sul fatto che non esiste alcuna metodologia scientifica per effettuare predizioni di terremoti a breve termine al fine di intraprendere rapidamente misure di evacuazione o comunque di emergenza.   Fabbro ripete un concetto che per gli scienziati è ovvio, ma che ovvio non è per l’opinione pubblica e per i giornalisti emotivi che dominano la stampa aquilana.  Il miglior approccio per proteggere la popolazione da terremoti catastrofici non è tramite la previsione, ma operando sulla mitigazione del rischio e l’applicazione di misure appropriate di sicurezza affinché gli edifici non crollino.  La predisposizione di mappe della pericolosità sismica, quindi, deve portare alle specifiche da adottare nelle norme di costruzione al fine di evitare crolli di edifici e le loro conseguenze. Gli scienziati devono fare le mappe, sono poi gli amministratori, per intenderci, che devono evitare di far costruire in aree a rischio e dettare standard rigorosi sulle costruzioni in aree sismiche. Cose che, all’Aquila,  in tutta evidenza non sono state fatte. Cose sulle quali la Magistratura dovrebbe indagare a fondo.  Le mappe di pericolosità sismica devono essere usate anche per trasferire alla popolazione i concetti di base di pericolosità, consapevolezza e preparazione al fenomeno terremoto. Una coscienza sempre maggiore della pericolosità e del rischio sismico dovrebbe inoltre incoraggiare ulteriori azioni di prevenzione da parte delle autorità locali e nazionali. La preparazione ai terremoti e la prevenzione del danno mediante il rafforzamento preventivo dovrebbero essere obbligatorie nelle nostre zone, dove si verificano terremoti che hanno conseguenze catastrofiche non tanto per la loro entità, ma  principalmente perché la maggior parte dell’edilizia è composta da manufatti non idonei.  Istruzione, consapevolezza, preparazione e rafforzamenti preventivi degli edifici sono al momento gli unici strumenti per mitigare l’impatto dei futuri terremoti catastrofici che ineluttabilmente si verificheranno in Italia. Questa è la lezione della scienza.  Ed invece all’Aquila il dibattito si è completamente spostato su una questione fuorviante: la predizione dei terremoti. Un dibattito inutile su una cosa impossibile.  Una querelle fuorviante, alimentata dalle "interferenze" della Magistratura,  da giornalisti emotivi e da novelli stregoni. La comunità scientifica coinvolta nella scienza dei terremoti sollecita quindi le autorità ad essere pro-attive nello stabilire e portare avanti programmi a supporto della preparazione e mitigazione del rischio sismico piuttosto che perseguire scienziati per non aver fatto qualcosa che non possono ancora fare: predire i terremoti. Fabbro ce lo ricorda, ed i Santi Inquisitori si arrabbiano. Ormai serve il capro espiatorio, serve la vendetta, serve lo scienziato da bruciare sul rogo…e pur, si muove!

    MpL Comunicazione @ 15:01
    Filed under: News MpL

    Cialentate

    Posted on sabato 11 settembre 2010

    Il modulo è sempre lo stesso. Quando Cialente perde pezzi e consiglieri, quando i fatti dimostrano la sua nullità amministrativa, quando viene giustamente messo sotto accusa da Bertolaso e dal Governo, allora il sindaco-che-non-c’è cambia modulo. Alza cortine fumogene. Mescola le acque. Intorbida il dibattito. Sposta i problemi. Prende l’iniziativa mediatica.  Ricorre agli amici giornalisti  (sempre pronti) ed alla fedele TV per lanciare accorati appelli.
    Ed ecco oggi la solita cialentata.  Il solito accorato appello del Sindaco Massimo Cialente, questa volta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. ”Credo che in questo momento solo lei può aiutare le popolazioni del comune dell’Aquila e degli altri comuni del cratere", inizia così la sua lettera il sindaco-che-non-c’è che, bontà sua,  premette di comprendere la fase economica delicata che attanaglia l’Italia e ringrazia degli sforzi già svolti dal governo per l’assistenza alle popolazioni colpite dal terremoto, ma c’è la "necessità che, in tempi brevissimi, il Governo, o meglio lo Stato italiano, invii le risorse necessarie per affrontare le spese per sostenere l’attuale fase emergenziale". Ovviamente per Cialente la colpa è sempre degli altri. Lo scaricabarile, la cosa che gli riesce meglio. Ed intanto continua a perdere consigieri e non ha più la maggioranza. Cosa aspetta a dimettersi?  Oppure la prossima volta scriverà all’ONU? Oppure a Obama? Ma per favore…

    MpL Comunicazione @ 13:48
    Filed under: News MpL

    Indennizzi&contributi

    Posted on sabato 11 settembre 2010

    L’Ordine degli Ingegneri della Provincia dell’Aquila interviene con una nota sulle attuali incertezze circa la natura giuridica delle provvidenze da corrispondere ai cittadini colpiti dagli eventi sismici del 6 aprile. In un momento di piena incertezza l’Ordine ha deciso di chiedere un parere legale al professor Lorenzo Passeri, esperto in diritto amministrativo.  Passeri ha fornito un articolato parere, che gli Ingegneri hanno già inoltrato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al presidente del Senato Renato Schifani, a quello della Camera, Gianfranco Fini, al capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, al commissario Chiodi e al suo vice Cialente. Dal parere si evince che il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (T.F.U.E.) conferma che per eventi calamitosi (terremoti, frane ecc.), le sovvenzioni date ai privati cittadini hanno carattere esclusivamente risarcitorio: in tal caso il privato cittadino può liberamente spendere la somma assegnata nel rispetto delle finalità prefissate documentando la correttezza della propria spesa, senza  predisporre una gara d’appalto. La natura di indennizzo – in luogo di contributo – semplifica quindi notevolmente le procedure burocratiche per l’erogazione dell’indennizzo stesso.
    MpL Comunicazione @ 11:12
    Filed under: News MpL

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