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    2006: le migliori analisi dell’MpL – VII

    Posted on venerdì 29 dicembre 2006

    luglio 2006: L’insegnamento di Alan Greenspan

    Quando il mitico Greenspan, per vent’anni Presidente della Banca centrale USA (Federal Reserve),  viene riconosciuto in ristorante o in aeroporto, i presenti applaudono e lo salutano calorosamente. Nell’immaginario collettivo americano, è Greenspan l’artefice della straordinaria crescita degli Usa che va avanti ininterrotta da due decenni: è la felice politica monetaria della Fed che ha ridotto la disoccupazione al 4 per cento ed ha permesso agli Stati Uniti eccezionali livelli di benessere. Abbiamo dubbi sul fatto che Trichet, presidente della Banca centrale europea (Bce), sarebbe applaudito in pubblico: in effetti le politiche monetariste condotte dalla Bce, assente una leadership politica di livello europeo, non hanno portato all’Unione né sviluppo né occupazione. Ma non è solo questione di uomini di diverso spessore e caratura, è questione di uomini di diversa impostazione. Greenspan è stato il più famoso banchiere centrale del mondo, ma è stato soprattutto un economista attento ai problemi reali. Si racconta che negli anni ‘90, Greenspan passasse molte ore a studiare la storia di un ingegnere, Eliu Thomson, che alla fine dell’Ottocento rivoluzionò l’industria americana con l’invenzione del motore elettrico. Ebbene, l’introduzione del motore elettrico nelle fabbriche comportò una vera e propria  rivoluzione organizzativa, osteggiata da tutti, che per diversi anni portò alla caduta della produttività del lavoro, ma dopo la fece crescere sensibilmente. La genialità di Greenspan è stata quella di comprendere l’analogia tra l’introduzione del motore elettrico (fine ‘800) e la diffusione capillare di Internet del giorno d’oggi.  Il Presidente della Fed non credeva nelle statistiche dei suoi uffici studi, mentre invece studiava ed incentivava l’introduzione di Internet nell’economia americana. Come nel caso del motore elettrico, la produttività cadeva con l’introduzione di Internet perché vi era resistenza al cambiamento e i dipendenti perdevano tempo per imparare le nuove procedure. Ma dopo qualche mese la produttività degli uffici era sensibilmente cresciuta, esattamente come nel caso del motore elettrico. 

    Greenspan ci aveva visto giusto: la produttività dell’economia americana cresceva al ritmo di quasi il 5 per cento l’anno (e cresce a questi ritmi da quasi vent’anni) grazie alla radicale innovazione nei modi di organizzare e di produrre portata da Internet. 

    Dalla storia di Greenspan, possiamo trarre alcuni insegnamenti.

    Alan Greenspan è stato un grande banchiere centrale, soprattutto perché prima non aveva mai lavorato in una banca: per trent’anni aveva operato nella consulenza aziendale, ed aveva capito quali sono i problemi reali delle imprese e le relative leve di sviluppo.  Se alla Fed non vi fosse stato Alan Greenspan,  quindi, la politica monetaria americana non sarebbe stata altrettanto attenta a ciò che accadeva nelle imprese.  E perché gli USA continuano a crescere a questi ritmi, mentre l’Unione europea non cresce, non crea nuova occupazione,  e nonostante ciò  la Bce continua a chiedere ai governi centrali manovre economiche "lacrime e sangue" per combattere un’inflazione che non c’è?  Un insegnamento c’è pure per l’Abruzzo. L’esperienza USA dice che lo sviluppo è figlio della società dell’informazione e dei correlati investimenti in reti di telecomunicazioni e servizi. L’Abruzzo è l’ultima regione in Italia per queste tipologie di investimenti. Cosa ne pensa la Giunta regionale?

    MpL Comunicazione @ 00:01
    Filed under: News MpL

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