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    2006: le migliori analisi dell’MpL – IX

    Posted on domenica 31 dicembre 2006

    ottobre 2006: Segnali di ripresa (timida) per l’economia abruzzese

    I primi mesi del 2006 evidenziano un lieve miglioramento della  dinamica economica abruzzese nelle sue tendenze di fondo. L’analisi dei dati dimostra che l’Abruzzo sta tornando a crescere: spazi di ripresa, o quantomeno di tenuta, si rilevano nell’andamento del turismo (ma solo costiero), dei consumi privati, dei depositi bancari e di alcuni comparti dei servizi, con buone performance nei settori dell’informatica, della pubblicità e della comunicazione. Crescerà ancora nel 2006 il settore delle costruzioni, seppure in rallentamento rispetto alla esplosiva dinamica degli anni precedenti. 
    Segnali importanti sottolineano dunque la ripresa della domanda globale, sia nella componente dei consumi che degli investimenti. Ciò significa che l’Abruzzo  sta timidamente  agganciando la ripresa mondiale.  La favorevole dinamica della domanda, dovrebbe stimolare la ripresa degli investimenti manifatturieri, specialmente nei comparti metalmeccanico e dei settori dell’indotto delle costruzioni.
    L’intermediazione finanziaria si conferma come il principale tallone d’Achille dell’Abruzzo. Priva di un sistema regionale del credito, la regione conferma una posizione svantaggiata rispetto alla media italiana per tre ragioni: il denaro costa molto di più; gli impieghi vengono remunerati molto di meno; i centri di comando delle banche sono estranei al tessuto regionale, né nutrono particolare interesse per lo sviluppo del territorio,  per cui rastrellano risorse in Abruzzo per investirle altrove. Lo stesso ragionamento vale per la Telecom, che sembra aver smarrito ogni sensibilità sociale, e segue soltanto miopi logiche di business di breve periodo, riducendo progressivamente  investimenti ed insediamenti in Abruzzo, con la conseguenza di compromettere la possibilità dello sviluppo della società dell’informazione nella nostra regione. Altra nota dolente è la sbagliata  politica del supereuro condotta dalla Banca centrale europea (Bce), che rende meno competitivo il Sistema Abruzzo sui paesi Ue e sull’area strategica del dollaro. Ed ancora, a causa del supereuro, stanno venendo meno alcuni dei fattori di localizzazione della grande imprese esogena, e si innescano fenomeni di deindustrializzazione, resi evidenti dalle difficoltà delle manifatturiere. Nonostante queste note dolenti, la ripresa mondiale farà sentire progressivamente i suoi effetti sull’Abruzzo, seppur depotenziati dagli effetti negativi del supereuro e dalla totale assenza di una politica economica di livello europeo.  Lo sviluppo, inoltre, non riguarda le aree interne: quello del dualismo terrotoriale resta un problema irrisolto dell’Abruzzo.
    Accelerare la ripresa ed agganciare la locomotiva della ripresa: queste sono le due questioni alle quali dobbiamo trovare un’efficace risposta. L’impegno del Governo regionale deve essere concentrato nell’accelerare lo sviluppo e nel contrastare con efficaci strumenti le debolezze strutturali dell’Abruzzo: un sistema del credito insoddisfacente; la scarsa diffusione della società dell’informazione; la forte diffusione di microimprese con scarsa propensione all’innovazione; diseconomie dovute ad infrastrutture ancora carenti;  la scarsa valorizzazione dei vantaggi comparati offerti dai sistemi locali; la scarsa qualificazione di una parte importante del capitale umano, essendo buona parte degli occupati abruzzesi dotati esclusivamente di licenza di scuola media o elementare. 
    In definitiva, occorrono interventi di ampio respiro, con l’orizzonte dello sviluppo endogeno del territorio. Ma nell’attesa di ridisegnare il modello di sviluppo regionale, e dunque di rivedere la politica industriale e della formazione, sono pure necessarie strategie nuove per affrontare le numerose crisi aziendali.  La strada deve essere quella della concertazione e della cooperazione tra le forze produttive, nel quadro di un recuperato rapporto tra banche ed imprese, nella duplice finalità di  migliorare l’attrattività dell’Abruzzo per gli investitori esogeni e di favorire un modello di sviluppo endogeno centrato sulle specializzazioni produttive, sulle vocazioni turistiche e sui saperi locali.
    L’Abruzzo dispone di tutte le risorse per avviarsi lungo un nuovo sentiero di crescita accelerata;  occorre però, nell’immediato, un “tavolo per le emergenze” e, nel medio periodo,  concentrare gli sforzi su poche priorità, su pochi obiettivi rilevanti come impatto sullo sviluppo economico e civile della Regione
    MpL Comunicazione @ 14:10
    Filed under: News MpL

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