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    20 anni…e dopo? (terza parte)

    Posted on lunedì 23 giugno 2008

    La migliore fonte rinnovabile, la più conveniente, la più oculata è l’efficienza energetica della nostra abitazione. Un isolamento non adeguato, una coibentazione insufficiente, un impianto di riscaldamento/condizionamento obsoleto riducono il nostro appartamento ad un colabrodo costoso e sconveniente. E così con una buona analisi e progettazione energetica e con una oculata scelta e realizzazione degli interventi, si riescono a soddisfare le tre condizioni proprie di ogni fonte rinnovabile:

    -risparmiare

    -inquinare meno (cioè emettere meno CO2)

    -dipendere meno dalle fonti tradizionali (petrolio e gas in esaurimento).

    Risparmiare. E sì! Una casa efficiente energeticamente, con tanto di cartellino a bande colorate (classe A,B…simile a quello degli elettrodomestici) vuol dire una casa che consuma meno e un proprietario che spende meglio.

    Lo Stato inoltre ci permette una detrazione dall’Irpef del 55% su questi interventi di riqualificazione, in particolare:

    -sulla sostituzione delle finestre o degli elementi opachi (muri, pavimenti e solai) per una riduzione della trasmittanza degli stessi;

    -sulla sostituzione o ammodernamento degli impianti di climatizzazione invernale e/o produzione acqua calda sanitaria (sostituzione caldaia tradizionale, installazione pannelli solari termici…)

    -su impianti geotermici a bassa entalpia (a cui dedicheremo la 4° parte dell’articolo)

    -sulle spese tecniche relative a tali interventi.

    Il tecnico professionista, svolgendo preventivamente una diagnosi energetica (calcolando cioè i consumi dell’appartamento e la relativa la classe energetica), ci rilascia la garanzia sull’efficacia degli interventi tramite due documenti: l’asseverazione e la qualificazione energetica (non certificazione energetica, come avviene già da tempo in Lombardia, ma sostanzialmente equiparabile).

    L’esperienza dell’applicazione di questa prassi su edifici condominiali costruiti fino alla metà degli anni 80 dimostra che si può ottenere una riduzione dei consumi del 40%.

    E allora? Prevenire è meglio che… curare!

    Roberto Bove

    MpL Comunicazione @ 14:56
    Filed under: News MpL

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