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    Primarie all’Aquila, tempo scaduto

    Postato domenica 23 gennaio 2022

    Primarie all’Aquila, il tempo è scaduto – Consultazioni primarie “vere”, per selezionare il candidato sindaco,  sarebbero   buona cosa.  Ma il condizionale è d’obbligo, dato che la politica dei tatticismi è sempre riuscita, in passato,  a rovinare questo potente strumento, tipico delle democrazie mature anglosassoni. Le primarie vengono agitate sovente dai partiti o da singoli esponenti non perché si vogliono fare, ma per perdere tempo o bloccare un candidato indigesto o per isolare una forza politica che magari non si vuole nella coalizione.

    Il test primario sarebbe invece uno strumento potente di selezione della classe dirigente e di governo. A certe condizioni. Una delle regole del test primario, la principale, è che la consultazione deve tenersi molto in anticipo rispetto alle elezioni vere e proprie, almeno sei mesi prima, e questo per diversi motivi. Le primarie, è insito nella loro natura, se sono “vere”  lasciano sempre uno strascico conflittuale e di forti malumori personali tra i candidati contrapposti,  che richiedono faticose mediazioni e tempi fisiologici per ricomporsi (gli americani dicono wash the blood from the floors, alla lettera “lavare il sangue dai pavimenti”).  In secondo luogo,  il candidato prescelto deve avere il tempo necessario per organizzare liste ed alleanze, perseguendo una strategia di allargamento dell’area della ristretta “fazione” che lo ha votato in occasione del test. Le primarie, inoltre, hanno un senso soltanto se riescono a coinvolgere “stakeholder” estranei alla politica,  come esponenti della società civile e delle categorie produttive, ovvero un insieme di elettori ben più ampio del movimento/partito di appartenenza del candidato al test, e questo richiede i tempi giusti per tenere una vera e propria campagna elettorale, con dibattiti, incontri e scontri tra i vari candidati.
    Le primarie seppure partite alle volte con nobili intenti, si sono sempre trasformate in una vera e propria beffa.  La pantomima è sempre la stessa: dopo mesi passati a discutere se farle o no, se come farle, se aperte o se chiuse, se di partito o di coalizione, di sotto e di sopra, si è sempre giunti  a ridosso della fatidica data di presentazione delle liste.  Questo è accaduto spesso. Ed ancora una volta, a cinque mesi dalle amministrative 2022, ci sono soggetti politici all’Aquila che continuano a parlare di primarie. Primarie troppo  vicine alle elezioni, e la cosa non ha alcun senso, anzi è controproducente, danneggia addirittura pure chi le propone.

    Con questo nostro ragionamento vogliamo solo dire che le primarie sono  una cosa buona, ma non devono essere utilizzate per altri fini,  si devono fare nei tempi giusti e nel clima giusto di cooperazione competitiva, non già nel contesto di scontro al fulmicotone che caratterizza l’attuale fase politica. A L’Aquila il tempo è scaduto, bisognava pensarci prima, molto prima.
    A maggio/giugno si vota. Ma come si fa a  fare buone liste senza aver definito prima i programmi e le alleanze?  Con quale autorevolezza si definiscono le alleanze con altri soggetti del mondo civile senza il candidato sindaco, che dovrebbe essere il vincitore di primarie delle quali non si conoscono neppure la formula e le regole?
    Per cortesia, questa volta almeno risparmiateci le primarie nella doppia versione di “foglia di fico” (di scelte calate dall’alto) o primarie tattiche (fatte solo per perdere tempo ed intralciare il candidato non gradito). Di fronte alla situazione drammatica delle nostre zone interne, l’attuale dibattito sulle “primarie di sotto e di sopra”, lanciato a giorni alterni, appare semplicemente comico, se non fosse tragico.

    MpL Comunicazione @ 19:58
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    Ripresa solo per pochi, anche in Abruzzo

    Postato mercoledì 27 ottobre 2021

    soldi ripresa economica, povertà

    Il Pil aumenta ma cresce il numero dei poveri assoluti. Una contraddizione solo apparente: la ripresa c’è, ma non incide sulla povertà. L’analisi sulla ripresa economica di Piero Carducci, economista.

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    MpL Comunicazione @ 19:51
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    Postato venerdì 27 agosto 2021

    Piano Draghi, per l’Abruzzo grande opportunità. La Regione si svegli

    pnrr piano draghi

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    MpL Comunicazione @ 14:44
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    Tempo reale – n.14

    Postato giovedì 17 giugno 2021

    Sono roventi le polemiche sui forti ritardi dei lavori di dragaggio del Porto di Ortona.  La Confindustria regionale ha evidenziato che l’inefficienza portuale dell’Abruzzo è  gravissima, in quanto gli armatori e le potenziali aziende clienti potrebbero abbandonare i porti abruzzesi a causa dei ritardi negli attracchi. Questi ritardi comportano ingiustificati e insostenibili aumenti dei costi di trasporto delle merci.  Troppi i ritardi sulle opere pubbliche in Abruzzo, e non solo ad Ortona!  C’è il rischio concreto che si vada ad investire su scali marittimi extra regionali, un rischio che per il bene dell’Abruzzo va scongiurato assolutamente.  L’importanza della portualità per lo sviluppo delle aree interne…

     

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    MpL Comunicazione @ 11:30
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    Tempo reale n.13 – Investire sulle opere pubbliche

    Postato giovedì 10 giugno 2021

    L’impatto della pandemia sull’economia regionale è severo. L’Abruzzo è una regione esportatrice che ha subito particolarmente i colpi della crisi: nel 2020 perdiamo oltre 3miliardi di euro di reddito (-9%), aumentano disoccupazione e povertà, sono cadute le esportazioni e gli investimenti.  Effetti drammatici hanno riguardato  pure i settori del turismo, delle costruzioni e dei servizi alla persona. Poche le filiere in controtendenza, tra le quali farmaceutica ed agroalimentare.  Come reagire?  Non possiamo attendere gli effetti del Piano Draghi, dobbiamo chiederci cosa si possa fare per affrontare la grave virus-recessione. La prima priorità riguarda l’accelerazione degli investimenti in opere pubbliche. ..

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    MpL Comunicazione @ 06:54
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    Tempo reale 12 – Piano Draghi (II)

    Postato giovedì 3 giugno 2021

    Abbiamo parlato nella scorsa puntata del ritardo strutturale dell’Abruzzo, una regione che scivola sempre più verso il Sud nei suoi principali indicatori di reddito, di occupazione, di ricchezza. Il piano Draghi (PNRR) rappresenta una importante opportunità da cogliere. Ora tocca alla politica governante. L’Abruzzo deve combinare immaginazione, capacità progettuale e concretezza, per consegnare alle prossime generazioni una regione più moderna, all’interno di un’Italia più forte e solidale.

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    MpL Comunicazione @ 20:18
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